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Yoga in famiglia, un’opportunità per crescere

Yoga in famiglia, un’opportunità per crescere

“I tronchi degli alberi sono separati,
ma le radici si tengono strette le une alle altre e i rami in alto si intrecciano.
Sono uniti a livello profondo ed a quello più elevato.
Gli uomini dovrebbero essere come un’immensa foresta.”

Romano Battaglia

Sulla Riva dei Nostri Pensieri

Gregorio, mio figlio, era piccolo quando sentii il bisogno di fare qualcosa di bello insieme a lui. Timido, rifiutava ogni mio invito: fantateatro, il cinema, i laboratori musicali mentre ci teneva a praticare yoga con me e navasana diventava un motoscafo. Allora avevo già concluso il percorso di formazione per insegnare yoga ai bimbi e agli adolescenti ed avevo proposto una entusiasmante esperienza di yoga nella sua scuola materna. Così iniziai a progettare i laboratori di yoga in famiglia, pomeriggi di pratica aperti ai bimbi, genitori e altri parenti vicini.

Barbara e Gregorio

Lo yoga è relazione

Lo yoga come ogni altro apprendimento avviene nella relazione. Lo yoga è relazione: relazioni con sé stessi, relazione con la propria dimensione interiore e la famiglia… lo yoga non è altro che un delicato tessuto di fili relazionali.

Le pratiche di yoga in famiglia sono un’opportunità di trasformazione per adulti e bambini. Rallentare il ritmo dell’azione e della mente cui conduce lo yoga diventa occasione per attutire quel meccanismo di costante anticipazione genitoriale con cui così spesso assilliamo i nostri figli.

Si mette da parte il bisogno di essere e mostrare di essere un bravo genitore, per lasciare spazio alla spontaneità del gesto delle asana. In un contesto come la sala di yoga dove non si chiede di essere competitivi o performanti, spesso i ruoli si ribaltano e i bambini diventano piccoli dispensatori di consigli yogici ai propri genitori.

Come nel simbolo custodito da tutte le asana di capovolgimento, per gli adulti è un’opportunità di ritrovare la propria voce bambina, la capacità di giocare, l’innocenza e l’assoluta determinazione del bimbo. I bimbi giocano e sono serissimi, poi finiscono quel gioco e non ne resta più nessuna traccia.

Lila (che significa gioco in sanscrito, ma anche grazia) è il gioco della vita, gioco cui siamo chiamati ad ogni istante, in ogni azione e gesto quotidiano.

Yoga Mamma con figlia

Lo Yoga, un terreno fertile

Yoga insegna ad accettare la diversità e, facendo un repulisti delle proprie aspettative e giudizi su di sé, ci permette di confrontarci con la realtà che si mostra così nella pratica. Praticando con il proprio figlio ne osservi e accogli la reciproca diversità, anche supportato dalla diversità del gruppo.

Ci sono bimbi grandi, bimbi piccoli, adulti, ruoli familiari diversi. Si impara ad attendere, ad accettare che non ci sia un ritmo comune esplicito e che ci siano modalità di partecipazione e comprensione completamente diverse. Chi conduce impara anche ad abbandonare le aspettative sul proprio insegnamento… Alcune modalità di partecipazione non danno nessuna soddisfazione immediata!

Ricordo la mia iniziale preoccupazione per quei primi laboratori dove i piccoletti di tre anni facevano solo qualche asana e poi se ne stavano lì con gli occhietti semichiusi stravaccati sul materassino apparentemente per i fatti loro. Poi, proprio loro, tornavano a casa e mettevano in riga tutta la famiglia riproducendo l’intera lezione da piccoli maestri. Non solo, ritornavano un mese dopo e mi raccontavano tutto quello che era successo nel laboratorio; alcune pratiche che io stessa avevo dimenticato.

La scia di significati che si prolunga all’interno del nucleo famiglia, in casa, lontano dalla sala di pratica è molto importante. Intesse nuovi modi di comunicazioni, altri modi di creare intimità e vicinanza: il corpo, il contatto, il respiro.

Lo yoga terreno fertile per la crescita interiore, la valorizzazione del corpo, il risveglio dell’espressività e della creatività è un’occasione da non lasciarci scappare in questo mondo travolto dalla velocità, dalla sovrastimolazione dei social network, dall’abbruttimento dei giochi elettronici dove rischiamo di ritrovarci tutti “comfortably numb” – comodamente insensibili.

Padre e figlia meditano assieme

Giorno dopo giorno diamo per scontato la nostra esistenza, dimenticandoci della sua gratuità e meraviglia. La meraviglia per il nostro stesso essere qui, radice spirituale dello yoga che riconosce la sacralità in ogni espressione materiale esistente. Principi che si trasformano in valori sociali di equanimità e che danno senso al rispetto, all’accoglienza e all’amore dell’altro e con esso il diverso.

I piccoli semi di cambiamento e di risveglio si intessono tra yoga e racconto: la pratica dello yoga conduce da uno stato di dispersione ad uno di ascolto cosicché i canali di percezione sono più aperti e sensibili ad accogliere i significati evocati dal linguaggio del racconto.

Infatti nei laboratori di yoga in famiglia sono presenti sia strumenti espressivi corporei, come la pratica delle asana, del pranayama, dello Yoga Nidra e della danza, sia narrativi come il racconto, sia raffigurativi come il disegno. Tutti riconoscono ciò che è autentico, la forza del vero si mostra attraverso lo yoga o una fiaba o un disegno o un mito.

Nello yoga si usano linguaggi espressivi e sensoriali che ricorrono al mondo delle immagini, che per loro natura non rappresentano oggettivamente la realtà come i concetti, bensì lasciano i contorni sfumati del simbolo e dell’arte per aprire la strada alla comprensione del cuore.

La possibilità dello yoga di tenere vivo nel bambino, così come nell’adulto, lo spazio mistico e il sapore di sacro, che così presto la società ci chiede di soffocare per rispondere a una costante esigenza di efficacia e di velocità, mi tocca particolarmente. Credo che ci sia un buco di valori e di significati nella nostra cultura. Nell’educazione scolastica manca lo spazio per la poesia, per chi non è religioso ancora di più.

Penso che lo yoga possa rispondere a questa necessità. Spero che divulgando sempre di più lo yoga ai bambini, ai loro genitori e agli insegnanti nelle scuole tutti possano, come diceva Gérard Blitz, “essere toccati dalla grazia dello yoga”.

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Le pratiche di yoga in famiglia sono un’opportunità di trasformazione per adulti e bambini. Mettiamo da parte il bisogno di essere bravi genitori, per lasciare spazio alla spontaneità delle asana...
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Il Giornale dello Yoga
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About The Author

No fango, No loto.
Non ho la barba lunga, non giro a torso nudo con mutande di cotone bianco. Non sono un’asceta, non mi piego in quattro e non sto tutta la giornata nella posizione sulla testa.

Sono una normalissima donna italiana, che vive i tempi attuali, con una famiglia, un bimbo adorabile, il mutuo e tutto il resto, presa tanti anni fa grazie ad un angelo parente dalla “grazia dello yoga".

Vivo a Bologna, dove ho iniziato a praticare yoga nel 1990 e da allora non ho mai smesso.

Il mio sito: Studio Yoga Vidya

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