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Yoga e donne: la forza segreta del corpo femminile

Yoga e donne: la forza segreta del corpo femminile

Ha senso parlare di Yoga per donne, Yoga femminile, Yoga e donne? Lo Yoga che, per definizione, conduce al disvelamento dell’essenza unificata di tutte le cose dove crollano le individualità… Figuriamoci le distinzioni di genere, verrebbe da pensare. È necessario comprendere i diversi piani su cui si “gioca” il nostro cammino spirituale su questa terra. Innanzi tutto, se siamo incarnati con certe fattezze fisiche piuttosto che altre, con annessi e connessi, un motivo c’è.

Lo yoga e il corpo fisico come simbolo

È proprio il corpo fisico il mezzo privilegiato attraverso il quale fare esperienza di questa Unione insita nella pratica yogica. Corpo quale tempio dello spirito e insieme simbolo, apparizione, viatico di comunione con tutto ciò che è, appunto, extra-corporale. Ben lungi, dunque, dall’essere bistrattato come ricettacolo di biechi desideri e impurità da cui emanciparsi durante “la Via”.

Quante volte l’abbiamo sentito dire, uno screditamento che passa per la mortificazione del corpo in ogni sua espressione più vitale. A questo si aggiungano i pesanti retaggi culturali legati al corpo femminile e al suo legame con la ciclicità mestruale… (e qui s’intravede il possibile nesso con la domanda di partenza). Non mi dilungo in questa sede sulla storia del femminile represso, deviato, impoverito della sua potenza archetipica da millenni di cultura patriarcale perché ci sono fior di libri che, a riguardo, schiudono mondi (alla fine dell’articolo li troverai nei consigli di lettura). Qui basti cogliere l’importante intuizione che il corpo è un simbolo e come tutti i simboli si nutre di intensità significanti più che di definizioni significative.

Venere di Laussel

“Il mio corpo è l’universo che respira”

Il corpo fisico è uno dei principali strumenti che abbiamo per fare esperienza, per giungere alla chiara visione della consapevolezza unificata (Samadhi). Qualsiasi autentica esperienza spirituale non può che passare attraverso il corpo e, per dirla con Aurobindo, attraverso una modificazione delle condizioni fisiche e materiali.

“È proprio in questa Materia che l’inferiore può trasfigurarsi e assumere la natura superiore, e il superiore rivelarsi nelle forme inferiori. [L’uomo non deve] sottrarsi alla vita che gli è data per realizzare questa possibilità trasfiguratrice”.

Sri Aurobindo

Filosofo e mistico Indiano

Lo scopo ultimo dello Yoga è non solo l’Unione di corpo, mente e spirito, ma anche l’integrazione nella natura e nel cosmo: per prima cosa, dunque, è proprio al corpo e ai cicli naturali che bisogna “tornare”, con un atteggiamento di accoglienza per nulla banale nel caso delle donne la cui natura biologica è intimamente connessa al ciclo mensile di mestruazioni e ovulazione, un rapporto quasi mai vissuto con armonia, complici, appunto, retaggi culturali amplificati da quello che Jung chiamerebbe l’inconscio collettivo.

Quel tabù chiamato mestruazioni

Per la cultura occidentale di oggi il sangue mestruale è un tabù quasi quanto quello della morte (ne ho parlato qui, se vuoi approfondire: Lo stato intermedio, quella “gaffe” chiamata morte. Ci si aspetta che le donne non gli prestino nessuna particolare attenzione, se non per nasconderlo, proteggersi dal suo flusso, anestetizzarsi dal dolore spesso associato ad esso. È innegabile che per una donna riprendere possesso e piena consapevolezza di sé e stabilire in sé il proprio centro deve passare attraverso una ri-conciliazione (perché spesso è proprio di questo che si tratta) con la ciclicità del suo periodo mestruale. In India è dato per scontato che durante le mestruazioni le donne abbiano accesso ai poteri della Dea Oscura (Shakti, forza creatrice primordiale, anima selvaggia).

Yeshe Tsogyal

Detto in termini meno sciamanici cari a Vicki Noble da cui li ho tratti, diciamo che il patrimonio ideologico indiano considera le mestruazioni come una parte importante della forza femminile. Ecco perché  – tornando alla domanda iniziale – può aver senso parlare di Yoga femminile volendo cioè sottolineare l’importanza di tornare a una visione sacralizzata del corpo in cui gli aspetti più “selvaggi”, naturali, viscerali, possano essere liberi di esprimersi in tutta la loro bellezza, purezza originaria e forza creativa, al di là di ogni giudizio e pregiudizio. Da questa attitudine di presenza amorevole verso il proprio corpo può nascere il vero cambiamento: osservando le reazioni del corpo, la consapevolezza delle proprie condizioni diventa sempre più chiara e non si tenderà più a combattere un malessere (che sia la sindrome premestruale o il dolore al ginocchio) e, peggio ancora, a mascherarlo facendo finta – nel caso delle donne – che “in quei giorni” sia tutto come se niente fosse, ma ad accoglierlo, ascoltarlo, amarlo… La pratica yogica che nella sua ultima essenza, è meditazione, parte dal corpo per farti esperire l’essenza incorporea della realtà ma non per portarti a una negazione delle tue esperienze corporee, bensì a una loro sempre più raffinata sacralizzazione.

Ciclo mestruale: rigenerazione e morte sciamanica

“Il contrasto tra i ruoli che dobbiamo accettare e i nostri veri bisogni evidenzia il rapporto problematico con il nostro corpo, che si manifesta palesemente in modo fisico proprio nella più evidente espressione di femminilità, il ciclo mestruale… Inoltre c’è sempre l’influenza dei messaggi materni e di quelli delle altre donne, di cui siamo più o meno consce”.

Adelheid Ohlig

Scrittrice, divulgatrice del metodo Luna Yoga

La buona notizia è che il corpo possiede meccanismi di guarigione suoi, sa perfettamente di cosa ha bisogno, se solo lo si lascia parlare… e lo Yoga è uno degli strumenti di ascolto privilegiati: l’energia liberata dall’interno ha in sé il potere di guarire, di rigenerare tessuti, di far crescere nuove cellule, di ricreare. Per le donne, riappropriarsi della forza della Dea Oscura,  (insita nei cicli ormonali e istintuali) anziché negarli, è un passaggio cruciale: dentro di sé la donna muore ogni mese… Vi pare poco?

“Possiamo anche non percepire consciamente le mestruazioni come una morte sciamanica e una rinascita che si ripetono ogni mese, ma il nostro corpo le conosce come tali. Ogni volta che l’utero rinnova la mucosa, come il serpente la pelle, noi veniamo letteralmente liberate dal passato, da ciò che avrebbe potuto essere, e proiettate nel futuro. Siamo purificate fisicamente e rinvigorite emozionalmente. Gli ormoni spostano il loro accento dalla nascita alla morte, e poi ancora alla nuova vita”

Vicki Noble

Guaritrice sciamanica

Asana per Donne? è l’aspirazione che conta

Detto questo, le asana dello Yoga, sono posture fisiche neutre, anzi androgine, nel senso che agiscono beneficamente e indistintamente sul corpo sia maschile che femminile, anche perché la loro efficacia non può essere disgiunta dalla consapevolezza, dall’interiorizzazione e dall’attenzione che ci si mette durante la pratica (salvo, ovviamente, le posizioni che è meglio evitare durante il flusso mestruale!) Benché – d’accordo con Adelheid Ohlig, autrice del Lunayoga –  “parecchi testi sullo yoga sono pieni di assurdità sulle mestruazioni: troppo spesso sono gli uomini a descrivere gli organi femminili e le loro funzioni”, lo scopo ultimo verte sempre sull’integrazione e sulla ri-unificazione degli opposti in cui rientrano anche le qualità femminili e maschili che ciascuno ha dentro di sé (ne ho parlato anche qui, se vuoi approfondire: Quando ho scoperto di essere donna).

Dakini

“O yogini che hai acquisito padronanza del Tantra,
Il corpo umano è la base per la realizzazione della saggezza
E i corpi grossolani di uomini e donne hanno la stessa potenzialità,
Ma se una donna ha una forte aspirazione, il suo potenziale è maggiore”.

Keith Dowman

Insegnante Dzogchen

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Yoga e donne: la forza segreta del corpo femminile
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Yoga e donne: la forza segreta del corpo femminile
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Dai dolori mestruali al risveglio della Dea! O Yogini che hai acquisito padronanza del Tantra, il corpo umano è la base per la realizzazione della saggezza...
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Il Giornale dello Yoga
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About The Author

Giornalista, blogger, ricercatrice spirituale, scrivo poesie, medito e pratico yoga, adoro viaggiare, nuotare e la cucina veg.

Imprese memorabili: vivere nel mondo ma non essere del mondo.

Il mio motto: Io mi contraddico. Sono ampio. Contengo moltitudini (Walt Whitman).

I miei blog:
Il mestiere del dare
Cecilia Martino

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