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Un divino incontro

Un divino incontro

Partendo da una personale riflessione, abbastanza ignorata negli ultimi tempi storici, dell’esistenza o meno del divino, stavolta vorrei porre l’attenzione sulla mente ed i suoi labirinti.

Tutti noi, in una realtà che ora vediamo lontana e sbiadita, siamo stati bimbi, quando ci stupivamo di fronte agli incanti di una farfalla o alle magie di un arcobaleno. Il mondo intorno a noi era gravido di senso.

Una carezza, un gelato gustato in solitudine. Il selciato assolato sulla strada di casa. Il profumo dei pini nella calura estiva. I canto dei grilli nella notte. Tutto sembrava profondo, vivido e misterioso, e che non avesse mai fine…

Mi sbaglio?

Bastava scoprire un colore nuovo e lontano sui flutti marini al tramonto, lo sguardo acceso di un vecchio tra ombre e passanti al mercato; il sentire traboccava, ci trasportava lontano. Molto lontano.

Chi medita percorre un viaggio a ritroso nel tempo. E’ diretto verso la sua personale terra, delle origini. Lasciando fluire gli strati superficiali della coscienza sperimentiamo direttamente l’inconscio. I nodi psichici e problematici depositati affiorano… prendendone atto ne costatiamo la relatività.

In questo stato di maggior unione con noi stessi ancora una volta ci perdiamo nel nulla ancestrale, per ritornare, quando siamo posti di fronte ai fenomeni, vergini, più attenti, purificati.

Tuttavia, un amore, che tanto ci ha fatto struggere, ora sembra perdere consistenza, un obbiettivo di lavoro per cui abbiamo consumato energie e risorse non ci tocca come prima.
Io sono questa emozione -, mi dico, – io ho sperimentato quella reazione -, – i sensi hanno sentito quel determinato calore corporeo. – Ma anche e soprattutto: ora sono libero, c’è qualcosa di nuovo ed inaspettato innanzi a me…

La realtà è un processo, indefinito: questa la vera consapevolezza di una persona matura. Un passo alla volta…

Un divino incontro

Tutte le tradizioni religiose, le saghe e i miti nascono dall’esigenza esclusivamente umana di far esperienza dell’eterno. Andare al di là dell’aldilà, sconfinare nell’oltre… è anche sempre stato l’obbiettivo dell’arte antica, l’ossessione degli artisti che hanno voluto immortalare la bellezza. Tuttavia questo incontro è scomodo per culture, credi, società, uomini determinati dal dualismo del guadagno e della perdita, dal bisogno e dall’appagamento.

Invece le popolazioni primitive hanno saputo e sanno ancora vivere armonicamente e nonostante la tristissima offensiva da parte del mondo sviluppato la dimensione magica e aperta delle emozioni, dell’interiorità e del sentire. Questi popoli, tacitamente, convivono col sovrannaturale, insomma non sentono la necessità di controllare la realtà. E così non hanno conosciuto nevrosi, sino alle barbarie degli invasori, che distruggono culture antiche, saperi naturali preziosi, sottraggono beni, cancellano paradisi terrestri. Eppure anche loro fanno parte del genere homo sapiens.

In cosa consiste la nostra evoluzione?

Se con le macchine possiamo disporre di tanto tempo, la maggior parte delle volte lo sprechiamo E questo perché rispetto a loro sul piano spirituale siamo molto sterili. Non abbiamo più un contatto manuale diretto ed indiviso con la terra, con i misteri del cielo… Facciamo fatica ad averlo anche con noi stessi e con gli altri, visto che quanto ci circonda ci rende  piuttosto alieni. Persino con i nostri padri, che tanto hanno fatto per la loro prole, cosa ci rimane da spartire?

Nonostante ciò, ed io credo anche grazie a questo, in questo solitario abisso esistenziale, che può essere durissimo, l’uomo contemporaneo ha un’infinita possibilità di essere felice, pienamente appagato. Pure sperimentando Dio sulla sua carne, se conosce se stesso. Un incontro azzardato, a volte poco rassicurante, che presuppone un impegno arduo e totale: un essere privo di difese. Avulso dunque dal controllo, per chi ancora non l’avesse capito.

Un divino incontro

Solo in questo modo prende corpo tra noi ed il divino, un confronto, una conoscenza alla pari.  Un’esperienza vera, che travalica gli obbiettivi strumentali dell’ego pensante e che forse potrebbe essere inscritta anche nel DNA.

La pagina è tutta da rifare… giorno per giorno, istante per istante…

In fondo è una lotta cruenta all’ultimo respiro (e all’ultima asana) quella dell’essere in ricerca, in cui s’afferma la Verità, la Mente Universale, Dio stesso. Si anela al trascendente con tutte le cellule del corpo!

Senza vincitori, né vinti però, oltre le razze, le religioni, le etnie, nulla in palio… neanche la fede.

Questa la partita: ci si gioca tutto!

Ariele Pittalà – Riflettere il paesaggio

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Il Giornale dello Yoga
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About The Author

Vivo a Santo Stefano di Sessanio (Aq).
Maestro di Yoga e Meditazione Zazen, pratico alpinismo ed arrampicata sportiva.
Il mio insegnamento è frutto di approfondimenti ed incursioni nei più disparati stili di yoga, compreso l'Ashtanga Yoga e verte sulla riscoperta della forza autonoma e spirituale dell'essere.

Il mio blog: Yoga Giglio Rosso
Il mio evento: Riflettere il paesaggio
Il mio viaggio: Yoga e meditazione in Sri Lanka

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