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Sei spirituale o solo pieno di te stesso?

Sei spirituale o solo pieno di te stesso?

Lo sentiamo dire sempre più spesso: “Sono spirituale, ma non sono religioso”. La recente storia dell’umanità ha visto più “conversioni alla spiritualità” di qualsiasi altra era. Ma cosa significa… essere spirituale?
Io sono cresciuto da ateo convinto, sicuro che la religione fosse l’oppio dei popoli. La chiesa, in particolare, era veramente la fonte del male per me: opulenta, falsa, opportunista. Metteva le streghe al rogo, molestava bambini, faceva guerre sante contro nemici immaginari.

“Cantare mantra in sanscrito, non bestemmiare, essere gentili sempre e comunque (anche a costo di essere falsi), farsi tatuaggi simbolici e diventare vegani non sono veri segni di spiritualità”

Malgrado questo, dentro di me c’era un richiamo a cercare qualcosa che andasse più in là della mera materia e per questo, come tanti, mi sono messo a cercare. Sono approdato ad una scuola di yoga che mi ha dato accesso a tecniche di ricerca dell’Assoluto senza dover dire grazie a nessun Dio (o almeno, così pensavo). Nella scuola ho osservato che per molte persone essere spirituale significava praticare yoga, leggere libri di crescita personale e parlare di essere spirituale.
Già allora intuivo un controsenso di fondo tra questo modo di comportarsi, a mio avviso superficiale, e quello dei mistici e dei santi di tutte le tradizioni ascetiche genuine.

Oggi mi guardo attorno e non posso che confermare quello che avevo intravisto sette anni fa!
“Essere spirituale”, secondo le ultime tendenze, include spesso tutto ciò che ho descritto sopra con l’aggiunta di qualche ingrediente in più, come ad esempio il vestirsi come una “persona spirituale”, e condividerlo su Facebook, o diventare vegani, biasimando e stigmatizzando chi non lo è.

L’apparenza batte la sostanza, la facciata batte la verità, la finzione pervade tutto.

Con questo non voglio dire che praticare Yoga sia sbagliato in sè, o che non porti frutti. Credere nei principi dello Yoga è cosa buona e giusta se fatto con onestà e compassione, come del resto è buono affidarsi a Gesù Cristo, a Buddha o a Maometto, se fatto con il cuore aperto di chi cerca veramente l’Assoluto. Cosa diversa è nascondersi dietro lo yoga, o dietro a una religione, per giustificare (di fronte a sè stessi e agli altri) le bassezze che si fanno.
E’ mia convinzione che non si possa nel nome dello yoga (che ricordo, in sanscrito significa Unità) essere aggressivi nei confronti di chi non è vegano, come non si possono bruciare le streghe sul rogo nel nome di Gesù Cristo!

Ragazza Sirsasana

Facebook Yoga, 12000 followers.

Sostituire un dogma con un altro

Una miriade di aspiranti alla ricerca dell’Assoluto lascia la religioni dei loro genitori solo per sostituire un dogma con un altro. Invece che considerare il sesso prematrimoniale un peccato, considera che mangiare zucchero, non riciclare la spazzatura o usare la macchina invece che la bici sia un peccato. E di nuovo, come in passato, in questo modo si perdono di vista i punti fondamentali che dovrebbero stare alla base del percorso spirituale: la verità, l’amore, la libertà.
In poche parole la vera felicità, che dura indipendentemente da quello che ci succede.

Quando cerchiamo e troviamo qualcosa che finalmente funziona, che ci dà risposte, che ci fa sentire in contatto con l’Assoluto, diventiamo vulnerabili alla “mentalità da setta” (cosa di cui, ahimè, sono stato afflitto per diverso tempo): non mettiamo più in discussione quello in cui credere, ci crediamo e basta. Questo ci porta ad agire ciecamente, senza considerare se certe convinzioni si sposino con la nostra coscienza e i nostri valori. In aggiunta, quel briciolo di Infinito che abbiamo assaporato, ci fa sentire speciali, prediletti.
Improvvisamente noi abbiamo ragione e tutti gli altri torto. Siamo i figli speciali di Dio, il nostro percorso è l’unico autentico e quelli che non lo seguono sbagliano (e in ogni caso, anche se lo seguono, noi lo facciamo meglio!).

Cantare mantra in sanscrito, non bestemmiare, essere gentili sempre e comunque (anche a costo di essere falsi), farsi tatuaggi simbolici e diventare vegani non sono veri segni di spiritualità. E tuttavia questo è esattamente quello che la maggior parte delle “persone spirituali” oggigiorno fa, pensando che sia sufficiente per diventare elevati, speciali e prediletti dall’Universo e da Dio. Credendo di essere, per questo, meglio degli altri.

Certo, non penso che chiunque intraprenda il percorso spirituale oggi lo faccia in maniera così cieca. Ci sono indubbiamente essere umani in tutto il globo che cercano autenticamente l’Assoluto nella loro vita. Però, per quel che ho potuto vedere durante la mia (breve) esperienza, la stragrande maggioranza di quanti si definiscono spirituali hanno una concezione di sé e del viaggio che stanno intraprendendo a dir poco distorta.

Ragazza tatuaggio

Allora in che cosa consiste essere spirituali?

Per farti capire cosa significa essere spirituale devo raccontarti una storia.

Dopo l’esperienza nella scuola di yoga, dove grazie alle tecniche di concentrazione e meditazione che ho imparato ho avuto piccoli assaggi di quell’Infinito che stavo cercando, ho deciso di fare a piedi il Cammino di Santiago, un percorso di 800km in Spagna che, partendo dai Pirenei, giunge alla tomba di S. Giacomo. Durante il percorso mi sentivo speciale, un passo sopra tutto quel guazzabuglio di persone che camminavano senza le conoscenze mistiche che avevo io. Fino a che un bel giorno, in maniera del tutto inaspettata, mi è arrivata la lezione di cui avevo tanto bisogno (e che probabilmente ancora non ho imparato fino in fondo).

I pellegrini lungo il cammino dormono in camerate tutti insieme, ed è buona creanza, se ci si alza presto, fare silenzio per non disturbare gli altri. Una mattina, a soli 100 km di distanza dalla meta, è capitato che un gruppo di spagnoli al loro primo giorno di cammino si siano alzati all’alba, facendo un baccano infernale. Dopo essermi svegliato, a causa di tutto quel fracasso, gli ho chiesto, in maniera non propriamente gentile, di fare piano. Uno di loro è venuto da me e, parlandomi in spagnolo, mi ha fatto capire che dovevo stare zitto, che quella era casa loro e che quindi non avevo nessun diritto di dirgli niente. Pochi minuti dopo erano fuori, sul cammino.

Io mi sono alzato con calma e ho passato le successive due ore a parlare male di loro, ripetendo a me stesso quanto fossero dei principianti, quanto non sapessero niente di spiritualità e quanta poca strada avessero percorso in confronto alla mia. Ripetevo a me stesso quanto, in definitiva, io fossi meglio di loro.

I miei pensieri si sono interrotti bruscamente quando quel buzzurro spagnolo, che mi aveva insultato poche ore prima e che pensavo lontanissimo, si è affacciato al bar dove stavo facendo colazione ed è venuto verso il mio tavolo in lacrime per chiedere perdono, a me e al resto dei commensali.

“Perdonatemi, quello che avete visto stamattina non è quello che avrebbe voluto S. Giacomo. Perdonatemi!”.

Era tornato a piedi dopo almeno 5 o 6 km di cammino solo per scusarsi!

E’ stato lì che ho realizzato! Quello che pensavo un povero ignorante spagnolo che non sapeva niente di misticismo e tecniche per il controllo della mente (cosa probabilmente del tutto vera) era in quel momento più vicino all’Assoluto di quanto lo fossi io, con tutti i mantra che avevo recitato e le ore di pratica che avevo fatto e la carne che non avevo mangiato!

Cammino di Santiago

Il cammino spirituale è il cammino dell’Uomo Comune.

Se sei VERAMENTE una persona spirituale, permetti a te stesso semplicemente di essere te. Ovviamente questo “tu spirituale” dovrebbe essere gentile, caritatevole e dotato di compassione (anche se non è detto, molti mistici in verità hanno un carattere tremendo!). Ma stai attento a non cadere nel dogma, non devi lottare per essere “per forza” così. Non devi sforzarti di “essere spirituale”. A maggior ragione non devi assolutamente cercare di “apparire spirituale”. Sei già spirituale! Queste doti sono già in te!
Quello che devi fare è semplicemente liberarti dal condizionamento che hai ricevuto e riconoscere la Verità che risiede in te stesso. Ecco quello che il percorso spirituale dovrebbe essere, la ricerca di se stessi, di quello che si è veramente.
La spiritualità riguarda semplicemente questo: essere autentici, con sè stessi e con gli altri.

Ma, bada bene, non è facile essere autentici! In vita mia ho incontrato poche persone che lo fossero veramente. Essere autentici significa essere aperti, non avere paura del giudizio degli altri, fidarsi dell’Universo. Significa credere.

Io sono lontanissimo dall’essere perfetto e, come tutti, sono immerso nella mia bella dose di illusioni riguardo a me stesso. Continuo a credere di essere speciale (anche se intellettualmente so di non esserlo, o meglio, so che tutti siamo speciali).
In questo articolo infatti non parlo assolutamente di quello che ho realizzato io, ma di quello che mi è stato insegnato e che ho potuto osservare in altri: nella mia vita ho avuto la fortuna e la benedizione di incontrare degli autentici maestri spirituali.

Yoga nel 1939

Yoga nel 1939

Yoga nel 2016

Yoga nel 2017

Una delle cose che mi ha colpito in loro è stato il fatto di essere sempre stato invitato a discutere e dibattere su vari argomenti senza che mi venisse imposto nessun credo. Hanno lasciato che l’accettazione di un principio che proponevano fosse una mia decisione personale.
Ma non solo: quello che mi è rimasto maggiormente impresso di loro, ancor più che tutte le discussioni metafisiche sui principi fondanti di Dio e dell’Universo, quello che mi è rimasto dentro il cuore e che vale più di mille parole e pensieri, è il loro esempio. Il loro esempio, vivo, vero, autentico. La loro vita che, con coerenza e tenacia, testimonia la Verità.

Queste sono le doti che ho potuto osservare in loro (sono due questi miei maestri, ma vi assicuro che non crescono sugli alberi, sono un bene raro e prezioso e non facile da trovare) e che penso siano comuni a qualunque cercatore della Verità: amano in maniera incondizionata, praticano senza mostrarlo e senza vantarsene, non giudicano, sono ottimi curatori, esprimono i loro desideri senza paura di venire giudicati, sono distaccati dai frutti delle loro azioni (le fanno con l’unico intento di farle, non hanno paura di quello che succederà), sono coerenti con quello che dicono e con quello che predicano.
Cercano, cercano sempre, cercano dovunque.

E si sa, chi cerca…. trova.

Articolo originale del 12/2/2016 – Editato e aggiornato l’ 11/2/2017

Per approfondire: ti consiglio la lettura del libro Sii ciò che sei. Ramana Maharshi ed il suo insegnamento, a cura di David Godman, un estratto degli insegnamenti di Ramana Maharshi, autentico Yogi e incessante cercatore della Verità.

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Digiuno, vinci contro i tuoi istinti

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Insegnante Hridaya Yoga certificato da Yoga Alliance, praticante e studioso.
Attualmente vive nel Veneto dove studia come migliorare la comunicazione nell'era digitale ed è uno dei fondatori di "Il Giornale dello Yoga".

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29 Commenti su "Sei spirituale o solo pieno di te stesso?"

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Elisa
Ospite
Elisa

Lo trovo un bellissimo articolo! Io faccio Yoga da anni e mi hai dato un punto di vista molto rinfrescante soprattutto quando inviti al concetto “non sforzarsi di essere qualcosa che non si è”. Grazie davvero, mi hai fatto fare una riflessione molto importante, grazie alla quale mi sento decisamente più a mio agio con la vera me 🙂

Vale
Ospite
Vale

Mi sembra che parli di un qualcosa di cui non sei bene informato….non si può essere spirituali ne modo in cui tu affermi…è uno stile di vita che si raggiunge dopo un lungo lavoro su sestessi che dura anni interi e nin finisce mai, ci si arricchisce sempre per tutto l’arco della vita. Essere pieni di se è proprio il contrario… ti consiglio di approfondire meglio le discipline che citi…

Giuliana
Ospite
Giuliana
Mi piace. Mi piace moltissimo questo articolo. La prima mia reazione, durante la lettura, credo sia stata quella di arrossire per la vergogna di essere stata scoperta! Al contempo una dolce consolazione al pensiero che il mio percorso non sia dissimile da quello di tanti altri, viziato da un errore a monte, una insidia nascosta: iniziare da un impulso realmente interiore e profondo e autenticamente “spirituale” il bisogno di “altro” e incappare poi nella trappola del “fa figo”. Però sei stato bravo a scorgere la trappola e a farla notare anche a noi. Farò un po’ di autocritica, provando a… Continua a leggere »
Anonymous
Ospite
Anonymous

3.5

Mokśadeva
Ospite
Mokśadeva

Questo articolo contiene una grande verità. Secondo me l’evoluzione passa per numerose fasi, c’è anche la fase settaria in cui si crede per cieca fede, a volte allontanandosi dal proprio io più profondo, per passare a quella che ti ha portato a scrivere ciò che hai scritto, in cui mi ritrovo in pieno. Tutto ha un senso alla fine anche se non siamo ancora in grado di comprenderlo…

Carla
Ospite
Carla
Mi fa piacere che sia capitato fra i commenti quel fraintendimento, questo rafforza il concetto che siamo tutti umani e che il giudizio è sempre dietro l’angolo. Facile ingannarci e dirci che siamo accoglienti e leggeri verso il prossimo e verso noi stessi, questo ce lo raccontiamo fino a quando non ci capita qualcosa che ci punge sul vivo e allora le reazioni sono, nè più nè meno, che quelle che avremmo avuto anni addietro, umane appunto. E a questo punto arriva il difficile: perdonare e perdonarci. La cosa che per me resta una delle più difficili, ma che, quando… Continua a leggere »
Chiara
Ospite
Chiara

Semplicemente meraviglioso…e meravigliosamente vero…Grazie di cuore

marco
Ospite
marco

” E mia convinzione che non si possa essere aggressivi nei confronti di chi non è vegano, come non si possono bruciare le streghe sul rogo nel nome di Gesù Cristo!”
bella la similitudine che proponi tra chi insulta i torturatori di animali e i cristiani che bruciavano delle povere donne.
proprio la stessa cosa, brava

debora
Ospite
debora

Ciao Giulio! e’ un articolo bellissimo!…e il cammino di Santiago un grandissimo maestro!

Marco
Ospite
Marco

Inserirei il link in un mio notiziario interreligioso, se mi dai autorizzazione …. Grazie per una tua indicazione in merito.

Giulio Pietro Be
Ospite
Giulio Pietro Be

Marco, hai la mia autorizzazione a pubblicare dove vuoi, ti prego soltanto di linkarmi! Sono veramente interessato alla inter religiosità, quindi mi fa ancor più piacere se mi condividi dove se ne parla.

Marco
Ospite
Marco

Ciao Giulio Pietro, ti ha inviato una mail in risposta alla tua, con indicazioni di dove vorrei inserire il tuo documento. Grazie e a risentirci con grande piacere.

Il Giornale dello Yoga
Autore

Marco, inserisci pure il link ma sappi che non ha valenza per il SEO in quanto è nofollow.
Modifica: Scusa Marco ma ho sbagliato a leggerti ed ho frainteso. Ovviamente ci fa solo piacere se parli di noi, mi raccomando comunicaci dove possiamo leggerti.

Gentile cantante di mantra vegan con bestemmie
Ospite
Gentile cantante di mantra vegan con bestemmie

urca che risposta spirituale e slegata dalla materialità! In ogni caso Marco sopra ti chiedeva di inserire IL TUO link nel suo notiziario, quindi al limite di darti visibilità gratis, follow.
Fossi in te, lavorerei un pochino sull’essere prevenuti e pieni di astio verso chi non è esattamente come tu lo vuoi, perché poi finisci come in questo caso per vedere demoni anche dove non ci sono 😉

Il Giornale dello Yoga
Autore

Giulio Pietro Be scrive ed è uno dei fondatori del Giornale dello Yoga ma non è stato lui a rispondere a Marco. I commenti sono impostati automaticamente nofollow dal theme di WP e, sinceramente, non sapremmo neppure come renderli follow e sarebbe controproducente per via della spam. Grazie mille per averci fatto notare che non c’era nessun demone 😉

Eva
Ospite
Eva
Quando ti “capitano” articoli/messaggi come questi è perchè ne hai proprio bisogno… è la risposta che “rimugini” dentro di te quando non riesci ad ascoltarti, non lasci che “prenda suono” che “prenda corpo”. Poi quando sei “pronto” arriva qualcuno che pronuncia QUELLE riflessioni che continui a pensare ma non esplicitare… Possono rivelarsi in qualunque forma dalla più quotidiana alla più aulica , dalla più semplice alla più roboante, la ritrovi ovunque perchè desiderava solo essere vista ed ascoltata: un rigo in un libro, un ritornello in una canzone, uno spot in una pubblicità, un articolo in un blog, un consiglio… Continua a leggere »
Giulio Pietro Be
Ospite
Giulio Pietro Be

Cara Eva,
sono molto contento di non essere il solo a pensarla così. L’articolo lo ho scritto io, ma è venuto così naturale che mi pare di non averne nessun merito; le parole erano li fuori e aspettavano solamente qualcuno che le mettesse su carta. Io sono stato solamente quello scemo che le ha viste, le ha prese e le ha scritte (forse perchè, come te eri pronte a leggerle, io ero pronto a scriverle?).
In ogni caso grazie per il commento, mi ha fatto molto piacere!

Marco
Ospite
Marco

Ho apprezzato l’articolo e il contributo ad un invito a guardarsi dentro con sincerità. Il percorso del “Conosci te stesso” si ripropone sempre come la strada maestra da seguire in modo puntiglioso e senza farsi facili sconti. mai dare niente
per scontato e soprattutto mai sentirsi arrivati … Grazie.

Giulio Pietro Be
Ospite
Giulio Pietro Be

Grazie a te Marco per la bella risposta, hai capito esattamente cosa intendevo comunicare con questo articolo e mi fa molto piacere!

Elena
Ospite
Elena

Bellissimo articolo, che dovro’ rileggere con calma perchè ha smosso qualcosa che già è in tumulto dentro di me. Grazie

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