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Sei depresso o sei sul cammino spirituale?

Sei depresso o sei sul cammino spirituale?

Cos’è la depressione?

Tutti nell’arco della vita abbiamo avuto una giornata storta, in cui si è giù di corda, tristi, irritabili. Per alcuni questa condizione si prolunga più a lungo e, prima che uno se ne accorga, la “giornata no” diventa una settimana, poi un mese, fino a che non si trasforma nello stato normale in cui vivere.
L’umore peggiora di giorno in giorno senza un apparente motivo e ci si ritrova costantemente chiusi in casa, tormentati da pensieri negativi e senza alcuna energia. La vita non ha più senso e viene vista più come un peso che come una gioia.

La crisi vera e propria è una delle esperienze più terribili che si possano avere: ci si sente senza speranza, senza risorse, completamente impotenti di fronte alla vita e alle persone. Si è troppo deboli per impegnarsi in qualsiasi attività, sia fisica che mentale, ma questo ha ben poca importanza..
La cosa peggiore è il fatto che nulla sembri interessante o capace di destare piacere. Tutto nella propria vita viene percepito come un fallimento, ci si sente arrabbiati con il mondo e l’isolamento appare l’unica risposta sensata. Per questo ci si chiude in casa in uno stato di totale apatia.

Questa condizione è considerata una malattia dalla medicina occidentale e viene cercata di curare con la psicoterapia e con farmaci per riequilibrare la serotonina nel sangue.

Depressione

Depressione, un’antica, nuova prospettiva

Esiste però un’altra maniera di guardare alla depressione: diversi maestri spirituali considerano questo stato (indubbiamente molto difficile) un’occasione per guardarsi dentro.
Essendo isolati dal mondo e stando veramente male con sè stessi, si sviluppa un impulso naturale che induce a portare l’attenzione verso l’interno. La depressione, secondo questa visione, può dare una chance in più, per chi ne soffre, di evolvere spiritualmente rispetto a chi è felice e contento della propria vita. Questo perenne stato di malinconia, infatti, come ogni altro evento traumatico, può essere utile per cominciare a porsi le domande fondamentali alla base di ogni genuino percorso spirituale. Da dove vengo? Cosa ci faccio qui? Chi sono io?

Donna con le braccia incrociate - Picasso

Misticismo e depressione

Esistono un gran numero di mistici provenienti dalle più disparate tradizioni che parlano della depressione come fonte di trasformazione spirituale.
San Giovanni della Croce, asceta cristiano vissuto nel 1500, sosteneva che nel percorso di ascesa spirituale il praticante, prima di trovare Dio, doveva passare attraverso una “notte oscura dell’anima”;  in questa fase il cercatore, con molto dolore, si distaccava e perdeva interesse per le cose materiali per cercare lo Spirito. Tutto ciò che in passato destava piacere e gioia ad un certo punto del percorso provocava sentimenti esattamente opposti, come disgusto e ribrezzo. Il praticante si trovava abbandonato da Dio e dagli uomini, niente sembrava avere più senso nella sua vita. Tutto era così futile, superficiale, privo di scopo.

“…il Signore ottenebra questa luce e chiude la porta, ed essi annegano in questa notte la quale li lascia tanto aridi che essi non trovano alcun gusto nelle cose spirituali e nelle devozioni in cui erano soliti trovare diletto e piacere, ma al contrario vi trovano disgusto e amarezza…”

San Giovanni della Croce

Poeta e mistico

Secondo Giovanni della Croce, questo stato è fondamentale (addirittura benefico!) per il cercatore dello Spirito; un passaggio quasi obbligato per cercare risposte dentro sè stessi, per porsi le domande fondamentali, per distaccarsi completamente dal superfluo e cominciare a badare solo al sostanziale. Quando il ricercatore alla fine trova quello che cercava, la “notte oscura” della depressione si trasforma in “notte pacifica, abissale e oscura intelligenza divina”.

Tutti i più grandi maestri spirituali sono dovuti passare attraverso questo percorso di sofferenza prima di giungere all’apice del loro percorso spirituale.

Notte Oscura

Eckhart Tolle, mistico contemporaneo, scrittore del best seller Il potere di adesso e maestro di Advaita Vedanta, è dovuto passare anch’esso attraverso la “notte oscura” di cui parlava San Giovanni della Croce.

Secondo Tolle è stato proprio questo continuo stato di depressione a risvegliare in lui le domande fondamentali e a illuminarlo con una conoscenza più profonda di sè stesso, della sua vita e della sua missione su questa terra.

Il Potere di Adesso

“Fino al mio trentesimo anno di età ho vissuto in uno stato di ansia quasi continua intervallato da periodi di depressione suicida. Adesso mi sembra di parlare di qualche vita passata o della vita di qualcun altro.”

Eckhart Tolle

Guru e Scrittore

Come utilizzare la depressione per scoprire la tua vera natura

Se sei depresso, potresti essere nel mezzo del percorso spirituale (forse senza che nemmeno tu lo sappia) o, se ancora non hai mosso i primi passi sul cammino della ricerca interiore, adesso potrebbe essere un ottimo momento per farlo. Non ti preoccupare! Anche se tutto sembra senza senso, continua a cercare e, ad un certo punto, vedrai che le risposte arriveranno!

Ti assicuro che, alla fine del difficile percorso che stai attraversando, la vita continuerà a scorrere con la gioia di un tempo, ma tu avrai una accresciuta consapevolezza di te stesso. Percorrere la strada tortuosa e difficile che cammini durante la depressione ti avrà insegnato tanto; ti sarai posto le domande e in qualche modo ti sarai dato (o ti saranno arrivate) le risposte.

Quando sei senza energia e senza entusiasmo, o nel bel mezzo di una crisi acuta di tristezza e malinconia, l’atteggiamento che ti consiglio di tenere è quella che descrive Rumi, filosofo, mistico ed importantissimo esponente del Sufismo vissuto nel XIII secolo, in questa poesia:

Questo essere umani è come un ostello.
Ogni mattina un nuovo arrivo.
Una gioia, una depressione, una meschinità,
un momento di consapevolezza passeggera,
giungono come ospiti inattesi.
Dà loro il benvenuto e intrattienili tutti!
Anche se sono una moltitudine di dispiaceri,
che scuotono con violenza la tua casa
svuotandola di ogni cosa,
comunque, tratta ogni ospite con onore.
Forse qualcuno di loro ha in serbo per te una nuova delizia.

 I cattivi pensieri, la vergogna, la malizia,
dà loro il benvenuto sulla soglia, ridendo, e invitali a entrare.
Sii grato per chiunque arriva,
perché ognuno di loro è stato inviato
come guida dal mondo dello spirito.

Rumi

Poeta e Mistico

Cosa succederebbe se invece che considerare la depressione una malattia tu provassi a considerarla un ospite degno di onore, come dice Rumi?
E, se le emozioni negative che sentiamo fossero veramente messaggi mandati dal mondo dello spirito, dal nostro Io più profondo, non varrebbe la pena di ascoltarle?

La prossima volta che uno di questi “ospiti” bussa alla tua porta, prova semplicemente ad invitarlo ad entrare. Dagli la seggiola più comoda e ascolta le storie che ha da raccontarti. Potresti meravigliarti di quello che ha da dirti! Ovviamente non sarà né facile, né piacevole, ma provaci!
Potrebbe essere l’inizio di una trasformazione profonda che ti regalerà frutti meravigliosi.

Articolo originale del 26/2/2016 – Editato e aggiornato l’ 11/2/2017

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Sei depresso o sei sul cammino spirituale?
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Sei depresso o sei sul cammino spirituale?
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Una nuova, antica prospettiva sulla depressione.Cosa succede se invece che considerare la depressione una malattia tu provassi a considerarla un ospite....
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Il Giornale dello Yoga
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Insegnante Hridaya Yoga certificato da Yoga Alliance, praticante e studioso.
Attualmente vive nel Veneto dove studia come migliorare la comunicazione nell'era digitale ed è uno dei fondatori di "Il Giornale dello Yoga".

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E’ una visione diversa che condivido. La sofferenza (fisica o psichica) porta sempre una opportunità nelle nostre vite, ma non essendo abituati ad accettare le cose (sopratutto quelle che riteniamo negative) le viviamo male, le rifiutiamo, ostacolando il corso che la vita prende.

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