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Come lo Yoga può aiutare ad affrontare scissioni o cambiamenti?

Come lo Yoga può aiutare ad affrontare scissioni o cambiamenti?

Scompaginamento, perdita, identità e futuro incerti. Quando cambiamo strada, orientamento, stile di vita, quando decidiamo di dare un taglio netto col passato, o siamo portati a farlo, come viviamo la separatezza da quello che si era? Una scissione può avere il peso di un trauma? O può essere occasione per darsi un nuovo punto di vista?

Nello yoga il cammino verso sé stessi è lungo e sempre impervio, provvido di step e rifacimenti. Ecco che la scissione è un’occasione per rivedere, rianalizzare, mettersi in discussione. È movimento, è uscire dal pantano delle certezze, delle abitudini.

Ma come lo yoga ci può aiutare durante questo periodo di grande cambiamento che tutti, prima o poi, viviamo? Ecco a te un possibile vademecum.

Meditazione Parco

Mettersi In Discussione

Lo scompaginamento nella vita privata, emozionale, professionale può essere un nuovo punto di partenza. Ma cosa fare? Meditiamo come punto di partenza (se non l’abbiamo mai fatto, leggi “inziare a meditare, 10 consigli per migliorare la tua pratica”), svuotiamo la mente e calmiamola. Non pensiamo, sentiamo il respiro. Concentriamoci aiutandoci con gli insegnamenti dei grandi maestri. Fissiamo un punto, Trataka, e focalizziamo la mente. Accenniamo un sorriso per dare un segnale al nostro corpo fisico.

Meditare ogni giorno, possibilmente al mattino, ci aiuta a vivere le scissioni come un momento di svolta, a comprenderne i motivi, a superare le sopportazioni e accettare i cambiamenti, le incognite, l’ignoto di quel che sarà.

 “La non consapevolezza nasce dalla fissazione sul passato”.

Kirti Peter Michel - Wolfgang Wellmann

Lo yoga dei 5 elementi

Applichiamo le 4 consapevolezze:

  • Attenzione in un punto/sguardo dell’occhio fisico.
  • Attenzione ampia/sguardo dell’occhio mentale.
  • Ascolto profondo/sguardo dell’occhio subconscio.
  • Nuova dimensione/sguardo dell’occhio della saggezza.
Matsyendrasana

Le Torsioni

E ora la pratica. A livello di corpo fisico le torsioni sono un modo per lavorare sugli incroci, dov’ è la destra, dove la sinistra. Intrecciare, guardare oltre. Tra le asana di torsione a terra pratichiamo Matsyendrasana (matsya, pesce; indra, sovrano), che ci aiuta a guardare oltre il nostro naso, a guardare così lontano da quasi non percepire l’orizzonte. La pratica ci spinge ad andare sempre più in là.

Questa asana si rifà al mito di Matsya, un piccolo pesce che assiste agli insegnamenti del dio Shiva mentre questo spiega alla sua sposa Parvati che il miglior insegnamento è la pratica, e alla fine il pesciolino diventa allievo della divinità. In questo senso quindi la torsione è conoscenza, ampliamento dell’io nel mondo. La colonna vertebrale che va in spirale e si eleva, che permette il cambiamento del punto di vista, apre la possibilità che ci sia altro, oltre. È necessario l’abbandono, il respiro, la consapevolezza di lasciare un luogo mentale e dedicarsi al possibile altro.

Matsyendra Storia

La Centratura, Le Invertite

Se la scissione è un’occasione, occorre spesso centrarsi per stimolare un’idea di sé. In questo momento è fondamentale porsi le domande fondamentali: “chi sono io?”, “qual è il mio progetto?”, “dove sono?”. Occorre essere ricercatori di sé stessi per potersi superare ed essere in armonia. Anche ammettere di voler rompere un equilibrio, prendersi la responsabilità di un cambio di direzione è conoscere, accettare il proprio io, anche se questo è in preda di una rivoluzione copernicana.

Un buon modo di allinearsi e sentire chi siamo è la pratica delle asana capovolte  (Iyengar definisce Sarvangasana e Sirshasana “il re e la regina dello yoga” ) che, come quelle dell’equilibrio, lavorano proprio sulla consapevolezza del corpo fisico, spirituale e mentale. Per tenere l’equilibrio e giocare ad invertire la forza di gravità occorre essere presenti.

“Mettendo la testa sul terreno, che egli stiri le gambe, muovendole a rotazione. Questo è ViparitKarana, tenuto segreto in tutti i Tantra.”

Shiva Samhita, IV, 45

Sirsasana

Nuovi Orizzonti

Tra le Maha Asana scegliamo Salamba Shirshasana, posizione sulla testa. Con questa asana alleniamo la fermezza, l’allineamento. Una pratica costante permette alla mente di centrarsi. Come insegna Satyananda, un’asana capovolta inverte ogni cosa, getta una nuova luce sui vecchi modelli di comportamento, affina la coscienza permettendole di entrare in livelli inesplorati della mente.

Aumenta la concentrazione, rivitalizza e rinfresca, aumenta la forza mentale e la capacità di sostenere maggiori carichi di lavoro senza stress. Invertiamo e voltiamoci, dunque, in modo che il passato sia un tesoro e non un peso. In modo che qualunque nuovo orizzonte sia piacevolmente incluso nel nostro bioritmo naturale.

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Lo scompaginamento nella vita privata, emozionale, professionale può essere un nuovo punto di partenza. Ma cosa fare? Come prima cosa...
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Il Giornale dello Yoga
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About The Author

Giornalista, laureata in filosofia e perfezionata in etica applicata, pratica yoga ed è insegnante allieva di Hatha yoga del Piccolo Amrit di Roberto Boschini.

Terapista Reiki, è allieva del maestro ayurveda Michele Ranieri.

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