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Pranayama

Pranayama

Dopo aver interiorizzato gli insegnamenti degli Yama e degli Niyama e dopo aver consolidato la pratica delle Asana, si giunge a Pranayama, il quarto degli otto stadi nel percorso dello yoga, come descritto da Patanjali negli Yoga Sutra.

Significato di Pranayama

Il termine sanscrito pranayama è composto da due parole: prana e ayama. Prana significa “energia, forza vitale” (da pra- “davanti, verso, precedente” e -na “respirare” o “dare energia”) e ayama significa “estensione”, “espansione”, quindi pranayama può essere tradotto letteralmente come ”espansione della forza vitale” o ”estensione del respiro”.

Anche se il nostro background ci porta a pensare al prana come a qualcosa di immateriale o “non oggettivo”, nella cultura yogica invece è considerato come oggettivamente materiale. Secondo i tradizionali insegnamenti yogici, questa energia vitale è presente non solo nel nostro corpo, ma anche in tutto ciò che ci circonda.

Patanjali descrive il pranayama come l’insieme delle tecniche di regolazione di inspirazione, espirazione e ritenzione (il periodo tra inspirazione ed espirazione) attraverso le quali la forza vitale è attivata e regolata.

In senso lato quindi, il pranayama è molto di più che un insieme di semplici esercizi di respirazione: la perfezione nella pratica di questo anga (“braccio” o “stadio”) infatti si raggiunge portando consapevolezza sul respiro durante tutta la giornata. Questa consapevolezza apre la possibilità di poter utilizzare l’accresciuta energia vitale per oltrepassare i nostri limiti e per ottenere un più alto livello di energia fisica, emotiva e spirituale e una accresciuta consapevolezza di noi stessi.

Significato Pranayama

Cosa è il pranayama

Secondo gli antichi insegnamenti yoga, prana è l’energia vitale che circola attraverso i 72000 nadi, o canali energetici, presenti nel nostro corpo. Tramite il controllo e la consapevolezza del respiro, si impara a dirigere e a controllare la circolazione del prana, guadagnando la possibilità di incanalarlo in specifiche parti del corpo.
Attraverso una pratica costante si acquisisce inoltre la capacità di risvegliare innumerevoli proprietà benefiche in noi stessi (ad esempio, se necessario, si potrà dirigere un grande flusso di vitalità nelle aree dove sentiamo che manca).

Prana Nadi

Nonostante il prana non rappresenti direttamente il respiro, questa “forza/energia vitale” può essere percepita attraverso la regolazione del ciclo respiratorio. Pranayama in questo senso quindi viene inteso come la pratica della respirazione yogica, utilizzata per lavorare con il respiro, rafforzare ed estendere la respirazione ed espandere l’energia portandola dal livello individuale a quello di energia cosmica.

E’ necessaria una pratica consolidata e costante delle asana prima di iniziare il pranayama, poiché bisogna essere in grado di utilizzare la capacità polmonare, i nervi della spina dorsale e i muscoli addominali quando necessario.

“Un leone, un elefante o una tigre sono domati gradualmente, nello stesso modo la respirazione va controllata per gradi, lentamente, altrimenti ucciderà il Sâdhaka.”

Hatha Yoga Pradipika (2: 16)

Come si fa Pranayama

Esistono diverse tecniche yogiche di respirazione, dalle più semplici alle più complesse, che possono essere praticate per migliorare la capacità di regolare e dirigere il nostro prana.

Ecco alcune tecniche da provare:

  • Sama vritti pranayama, la tecnica del respiro quadrato, semplice ma molto efficace.
  • Kapalabhati, utilizzata per purificare e tonificare i polmoni, descritta in questo articolo.
  • Nadi shodana pranayama, la tecnica del respiro a narici alternate, per pulire le nadi e risvegliare Kundalini, descritta in questo articolo.
  • Respirazione yogica completa, la tecnica di respirazione yogica di base, utilizzata da diverse scuole e descritta in questo articolo sulla gravidanza, ma assolutamente consigliata a tutti i praticanti.

Pranayama e la mente

Così come il corpo e la mente sono legati tra loro e la stabilità di uno dipende dall’altro, allo stesso modo il respiro e la mente sono due entità inseparabili. Avrai notato infatti che quando la mente subisce uno shock, il respiro è veloce e superficiale, mentre quando è rilassata, anche il respiro è lento e profondo.

Durante la giornata solitamente non si fa caso al respiro, che è irregolare e si modifica a seconda del ritmo delle azioni e delle emozioni, questa condizione può essere modificata attraverso la pratica regolare del pranayama.

Benefici Pranayama

Quando avrai un maggior controllo del respiro, la mente diventerà più stabile e, conseguentemente, migliorerai il tuo controllo dei desideri e sarai pronto per la pratica della ritenzione dei sensi (Pratyahara) e della concentrazione (Dharana), i successivi gradini lungo il percorso verso la meditazione e il samadhi indicati da Patanjali.

Attraverso il controllo del respiro lo yogi porta energia e armonia al corpo e perciò crea una base solida per la pratica della concentrazione mentale e l’induzione di più alti stati di consapevolezza, così come la completa trascendenza del corpo-mente nel momento dell’Illuminazione

Georg Feuerstein

Studioso yoga del XX secolo

Come nella pratica delle asana si deve raggiungere e mantenere una certa immobilità del corpo, così nel pranayama è di fondamentale importanza riuscire ad allenare la capacità di trattenere il più a lungo possibile il respiro. Mantenendo una postura ferma per un periodo prolungato di tempo e sincronizzando il ritmo respiratorio secondo schemi di respirazione specifici, anche la mente gradualmente si calmerà, purificandosi e preparandosi per i successivi stadi sul percorso verso l’illuminazione sintetizzati da Patanjali nei suoi Yoga Sutra.

 

Prima pubblicazione 10/6/16, aggiornato e ripubblicato il 3/10/17.

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Il Pranayama è l’insieme di tecniche di respirazione attraverso le quali si controlla la forza vitale e si scoprono i segreti per manipolare il prana, l'energia...
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