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Muladhara Chakra

Muladhara Chakra

Muladhara chakra è il primo dei sette chakra, quello più vicino alla terra, il nostro collegamento al mondo fisico e materiale.

Se non sai cosa sia un Chakra, leggi il nostro articolo “I chakra

Muladhara chakra, significato

Mūla in sanscrito significa “radice” o “base” e mūlādhāra è proprio questo: sta alla base del sistema dei chakra e la sua influenza impregna tutta la nostra vita. Da esso gli impulsi vitali risalgono il corpo e fioriscono, alla fine, in Sahasrāra.
Secondo la filosofia Samkhya, tutti gli oggetti e le creature dell’universo devono avere una base da cui evolversi, e a cui tornare dopo essersi dissolti. La fonte originale di tutta l’evoluzione è mula prakrti, la manifestazione basilare, che ha base in mūlādhāra.

Muladhara, Elefante

Dove si trova Muladhara chakra

Nel corpo maschile mūlādhāra si colloca leggermente all’interno del perineo, a metà tra lo scroto e l’ano; è l’aspetto intimo del complesso nervoso che porta ogni genere di sensazioni ai testicoli.  Nel corpo femminile invece ha base nella parte posteriore della cervice.

All’interno di mūlādhāra si trova un vestigio di ghiandola ancestrale, che le scritture fanno corrispondere a brahma granthi: fino a quando questo nodo resta intatto, l’energia fondamentale è bloccata in mūlādhāra, ma quando si apre essa risale lungo la spina dorsale. È l’inizio della crescita spirituale.

Quando una persona intuisce la possibilità di una coscienza divina, e aspira a saperne di più, quando comprende che la vita istintiva animale non basta, brahma granthi comincia ad allentarsi e la coscienza a poco a poco si libera dal centro radice.

Muladhara, la Radice

Simbologia

Per tradizione mūlādhāra è raffigurato come un fiore di loto a quattro petali di un color porpora acceso. Su ogni petalo c’è una lettera scritta in oro: vaṁ, śaṁ, sạṁ e saṁ.

Queste lettere rappresentano i poteri nel chakra della Divina madre. Nel pericarpo del loto c’è un quadrato giallo, simbolo dell’elemento terra (pṛthvī tattva) circondato da otto punte di freccia d’oro, quattro agli angoli e quattro in corrispondenza dei punti cardinali. Si dice che le otto punte rappresentino le sette montagne di Kula sul cuneo della terra. Il quadrato dorato dell’elemento terra è sostenuto da un elefante con sette proboscidi.

L’elefante è l’animale terrestre più grande, simbolo di forza e di solidità, e possiede gli stessi attributi di mūlādhāra, una grande potenza dormiente, immobile in un luogo solido e totalmente stabile. Le sette proboscidi dell’elefante rappresentano i sette minerali essenziali per l’organismo fisico (śapta datu). Sul dorso dell’elefante, al centro del quadrato, c’è un triangolo rovesciato di un rosso intenso. È il simbolo della śakti, l’energia creativa da cui deriva ogni forma di manifestazione.

All’interno del triangolo c’è un linga (simbolo fallico, rappresentazione del padre dell’universo) grigio fumo, che rappresenta il corpo astrale, intorno al quale è attorcigliata con tre spire e mezzo la kunḍ ạ linī. Le tre spire rappresentano i tre gunạ (tamas, rajas, sattva), la mezza spira rappresenta la trascendenza. Con le tre spire attive, l’individualità si muove all’interno dei limiti dell’ego. Al di sopra del triangolo rovesciato c’è il mantra seminale (bija mantra, il mantra nella sua forma più concisa, da cui hanno origine gli altri mantra) laṁ. Il punto (bindu) al di sopra del mantra è la sede delle divinità del chakra: Ganesha, il dio elefante, e la dea Ḍākinī, con quattro braccia e brillanti occhi rossi, dotata di una intelligenza purissima.

Ganesha

Caratteristiche

Mūlādhāra chakra regola l’olfatto e l’escrezione. Il senso associato a mūlādhāra è l’odorato, e l’organo sensoriale è il naso, mentre l’organo di azione è l’ano.

L’odorato è il primo senso del bimbo appena nato, gli permette di creare, e poi affinare, il legame con la madre. Inoltre è il senso grazie al quale si può percepire il pericolo: come per gli animali, l’odore di un pericolo scatena in noi automaticamente l’emissione di maggiori quantità di adrenalina, che abbrevia i nostri tempi di reazione o ci prepara alla fuga.

Questo articolo è un estratto dell’ebook “Il piccolo libro dei Cakra” di Sighé.

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Le asana di muladhara chakra

Praticare le posizioni che lavorano su mūlādhāra, se eseguite con focus mentale e silenzio interiore, sviluppano ed energizzano questo chakra. Mantenere queste posizioni a lungo accresce il radicamento e la forza vitale. Il corpo del praticante diventa calmo e la mente stabile.

Ecco la lista di tutte le asana del Giornale dello Yoga che attivano Mūlādhāra chakra:

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Il Giornale dello Yoga
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Sighé ha passato la maggior parte della sua vita a leggere, studiare e tradurre. Da quando ha imboccato la via, sa con certezza che per lei silenzio e servizio sono la scelta migliore.

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