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Mal di testa, cefalea? Yoga e ayurveda ti possono aiutare

Mal di testa, cefalea? Yoga e ayurveda ti possono aiutare

La cefalea è un disturbo molto diffuso e serio. Le sue cause sono molteplici e ancora oggi non completamente conosciute.

Esistono centri specializzati per lo studio di tale patologia che può nascondere anche problemi molto gravi (come tumori, meningiti ed emorragie cerebrali), ma, escluse queste cause fortunatamente non  frequenti, la diagnosi più comune è quella di cefalea “idiopatica, vasomotoria cronica”.

In questo caso, per aiutarvi a prevenire e trattare gli attacchi vi potrebbero essere utili dei consigli della tradizione ayurvedica e alcune pratiche dello yoga.

Trattamenti Yoga per la cefalea

 

Pranayama (esercizi di respirazione)

Nadi shodana pranayama

Nella cefalea centrale, uno dei più frequenti tipi di cefalea, la narice destra è spesso più aperta rispetto a quella sinistra; durante questo tipo di attacchi si può tentare di riequilibrare il flusso di aria praticando la respirazione yogica a narici alternate (Nadi shodana pranayama). Seduti in una posizione comoda, chiudere la narice destra con il pollice della mano destra e inspirare attraverso la narice sinistra. Fare una pausa, poi chiudere la narice sinistra con l’indice destro, rilasciare il pollice dalla narice destra ed espirare attraverso questa narice. Ora, inspirare dalla stessa narice, quella destra, fare un attimo di pausa, chiudere la narice destra con il pollice e lasciar passare l’aria dalla narice sinistra.

Si consiglia di ripetere per 2/5 cicli al massimo. Questa tecnica inoltre aiuta a rallentare il battito cardiaco, a diminuire lo stress e l’ansia e a migliorare la circolazione e l’ossigenazione cellulare.

Neti (lavaggio delle cavità nasali con acqua tiepida salata)

Pulizia naso

Con l’apposito strumento a forma di piccolo annaffiatoio (lota neti) o con una tazza ampia, inspirare l’acqua salata (basta un pizzico di sale fino, meglio se sale rosa himalayano) con una narice e, inclinando la testa dal lato opposto e leggermente in avanti, permettere all’acqua di scorrere attraverso il naso e uscire dalla narice opposta. Ripetere lo stesso lavaggio anche con l’altra narice. Per le prime volte è meglio usare acqua tiepida che risulta meno irritante per il naso.

Durante il lavaggio e’ importante respirare dalla bocca e quando si è finito la procedura, è necessario soffiare fuori tutta l’acqua inalata, che non deve rimanere nelle cavità nasali per evitare irritazioni.

Trattamenti ayurvedici per la cefalea

Panchakarma (cinque azioni)

Panchakarma

L’Ayurveda divide le cefalee in base alla localizzazione dei sintomi, alle cause scatenanti e ai dosha, i principi metabolici fondamentali che governano le funzioni corporee, i quali caratterizzano ogni singolo individuo e sono detti vata, pitta e kapha.

Per ogni tipologia vengono quindi proposti rimedi differenti secondo i principi del panchakarma, la pratica che comprende cinque azioni per purificare e disintossicare profondamente il corpo. Queste possono   includere l’uso di lassativi, calmanti, espettoranti o fumigazioni.

Nello specifico:

Nella cefalea kapha, il dolore è prevalentemente a sede frontale e oculare, si manifesta principalmente in inverno ed è causata dalla presenza di catarri densi nei seni frontale e mascellari, le cavità naturali che circondano gli occhi e il naso. Per prevenire e alleviare i sintomi si possono applicare pezze calde sulle zone mascellari e frontali per ammorbidire i catarri e renderli più liquidi, per poi massaggiare le stesse con olio di sesamo per favorirne l’espulsione. Successivamente si può procedere con Nasya (la purificazione attraverso il naso), che consiste nell’introduzione di medicamenti espettoranti e mucolitici in polvere, ad esempio un pizzico di zenzero, o in olio.

Zenzero

I soggetti affetti da cefalea pitta, invece, associano spesso, oltre a dolore localizzato al centro della fronte e negli occhi pulsante e profondo, segni di irrequietezza, nervosismo e talvolta anche affaticamento epatico.  In questi casi si consiglia la pratica di Shirodhara, un trattamento che consiste nel colare olio caldo sulla fronte del ricevente. Tale trattamento, spesso in aggiunta ad altre procedure di pulizia, calma la mente e i sensi, permettendo al naturale meccanismo di guarigione del corpo di dissolvere lo stress, migliorare la chiarezza mentale e la comprensione.

Shirodhara

Infine la cefalea a sede nucale, o vata, dipende spesso da tensioni muscolari delle spalle e del collo, cervicalgia, cioè dolori artrosici del collo, o stitichezza. In questi casi, secondo il panchakarma, si consigliano principalmente Basti (clisteri) di pulizia per migliorare le funzioni digestive, eliminare le scorie e alleggerire l’intestino.

Se hai dubbi o domande, non esitare a chiedere nei commenti, sarò felice di risponderti!

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Il Giornale dello Yoga
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Medico costantemente alla ricerca di rimedi di lunga vita per i suoi pazienti, è da sempre curiosa di medicine alternative e praticante yoga.

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