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L’unione Mistica di Shiva e Shakti nel Tantrismo tradizionale Kaula

L’unione Mistica di Shiva e Shakti nel Tantrismo tradizionale Kaula

Devi, lo stesso corpo è il tempio; lo stesso jiva è Sadhashiva. Liberati dei fiori appassiti dell’ignoranza e adora con la conoscenza. So Ham, “Io sono lui” 

Kularnava Tantra, Ullasa 9

La traduzione del termine Tantra è: “dualità nell’unità”. Il Tantrismo può anche manifestarsi nel corpo terreno dell’uomo e della donna, se questo essere umano ha realizzato in sé l’androgino. In questa comprensione risiede il mistero più profondo del tantrismo. Esiste in India una raffigurazione che rappresenta Shiva e Shakti sotto forma di mezzo uomo e mezza donna, con il nome di Ardhânarîsvara. 

Ardhanariswara è il simbolo del Tantrismo ed e’ meta’ Shiva e meta’ Shakti. 

Questo Shiva androgino è uomo a destra e donna a sinistra. Non è ermafrodito, e non riflette decadenza etnica come nel mondo moderno. Nel tantrismo non si parla mai di preferenze sessuali ma di energie Prana (polo positivo) e Apana (polo negativo) che si alternano all’interno del nostro corpo sottile. Le etichette sono una separazione che la societa’ crea per incasellare ognuno di noi e per controllare le nostre vite con stereotipi e programmi 

Il tantrismo mira all’unione e alla non dualitàin ogni aspetto della vita e nella sessualità viene esaltata per poter trascendere il sesso stesso raggiungendo l’unione mistica. 

In ogni essere umano se Siva e Sakti danzano insieme e sono in equilibrio non vi e’ alcuna differenza tra uomo e donna poiche’ i principi si uniscono e si intrecciano naturalmente. 

Uno dei tantra più importanti che rappresenta l’unione di Shiva e Shakti è Il kularnava tantra ,letteralmente “oceano – di beatitudine del kaula”, (Kaula significa clan o famiglia) è uno dei testi più importanti della tradizione tantrica Kaula e Nath, ed è stato scritto tra il 10° e 15° sec.d.C. , che iporta un dialogo tra Siva, il signore dello yoga, e Sakti, la madre dell’universo, in cui si enunciano i principi e la pratica della via tantrica, sempre con il linguaggio ermetico ed iniziatico che caratterizza la maggior parte dei testi sacri tantrici.

L’Immutabile Mascolino e l’Eterno Femminino 

L’androginia mistica di Ardhânarîsvara è il simbolo di un bilanciamento cosmico, dove il polo maschile prevale talvolta sul polo femminile e viceversa. Sul piano metafisico questo gioco di polarità imprimerebbe la sua oscillazione ai destini del mondo. Vi sarebbero quindi nell’universo dei periodi di assenza o di concentrazione maschile, seguiti da periodi di presenza o di espansione femminile. L’assenza cosmica, concentrazione maschile in cui nessuna fecondazione si opera, coinciderebbe con una decadenza delle civiltà dominanti . 

Siva, il seme divino, avrebbe fecondato l’intero pianeta nell’eta dell’Oro, durante il quale regnarono la pace e l’unità, è a un tempo l’assoluto e il protettore di ciò che è spiritualmente vivo, pur nel rispetto della sua funzione, che è quella del distruttore. È il diamante-folgore (Vajra) che discende dal cosmo. 

Siva è il Bhairava che crea, protegge, distrugge, nasconde, e la sua natura si rivela attraverso il ciclo del mondo. Il Signore Siva, del tutto libero (Svatantra), possiede la diversità delle forme della creazione e della distruzione, per sua stessa natura. 

L’universo nel suo insieme è Sakti, l’energia che ha il fine ultimo di riconoscere la natura di Siva. 

Sakti è personificazione dell’universo, e la sua attività è amare, poiché condivide lo stato di coscienza suprema. Sakti è perfettamente completa e piena in ogni manifestazione. 

Sakti, femmina, suscita nuove fonti di ispirazione e Shiva sparge il suo seme attraverso di lei. Il fulgore del luminoso Essere sovrano non svanisce nella luce o nelle tenebre, perché tutta la luce e le tenebre sono illuminate dalla Coscienza Suprema. 

Siva e Sakti non hanno coscienza di essere separati. Essi sono legati fra loro come il fuoco e il calore. 

Siva e Sakti nello Yoga 

Lo yoga è prima l’unità di tutte le dualità e i contrari che costituiscono le energie della vita e ci insegna a comprendere e trascendere la dualità, ma ciò si basa sull’armonizzazione delle dualità dentro di noi in uno stato di equilibrio trasformativo. Shiva e Shakti come i principi duali cosmici sono una parte intrinseca di tutto lo Yoga, che costituisce un processo naturale di integrazione e trasformazione. Il riconoscimento della dualità cosmica ci conduce alla pratica dello Yoga, che è la loro unione. Tutto lo Yoga è uno sviluppo della consapevolezza di Shiva e dell’energia di Shakti, lo stato del veggente e la sua energia di vedere, attingendo le due forze dalle loro manifestazioni inferiori nel regno della divisione alla loro realtà superiore nella pura Unità. 

Shiva è puro Essere e Shakti è il suo potere di diventare a tutti i livelli. Ogni mondo ha la sua natura di Shiva, il suo Sé o Spirito, e il suo potere Shakti o movimento di energia. Ogni creatura ha la sua natura di Shiva o il Sé interiore e la sua Shakti o manifestazione diversa. Shiva e Shakti formano l’Essere e il potere dell’anima individuale. Shiva è Essere o la realtà intrinseca che è sempre ciò che è. Shakti è il potere dell’azione o del fare sorgere da esso. Shiva è al di là di ogni azione, mentre Shakti è il suo potere d’azione a tutti i livelli. L’essere o la presenza divina ha un tremendo potere di agire quando il momento è appropriato, che è l’espressione della sua Shakti. Shiva è la sottostante realtà non manifesta e Shakti genera il suo aspetto esteriore. 

Questa dualità di Shiva e Shakti, o essere e azione, avviene anche nel regno manifesto. Shiva è la realtà, ciò che è sempre duraturo, mentre Shakti è la relatività, ciò che è sempre fluttuante, che sorge e che ritorna al reale. Shiva è realtà unitaria o terreno comune dell’essere mentre Shakti è la rete di molteplicità, relatività, relazioni o interdipendenza che sorge dalla sua manifestazione. Ogni aspetto dell’universo ha una dualità complementare di Essere e il suo potere di diventare. 

Tutte le pratiche dello yoga servono a coltivare una calma consapevolezza di Shiva e una corrispondente forza dinamica di Shakti. Shiva si riflette nella quiete dell’asana, Shakti è il potere di eseguirlo e l’energia che ne deriva. Shiva è la natura del Prana nel suo stato di controllo o equilibrio, con Shakti come il potere di svilupparlo. Eppure il pranayama è più una pratica shakti o energizzante. Shiva è il principio del ritiro o pratyahara, Shakti l’azione di interiorizzare la nostra energia. Shiva si riflette nella mente concentrata e Shakti è il potere diretto della concentrazione. Shiva è la mente meditativa e Shakti è il potere della meditazione. Shiva è lo stato di assorbimento o samadhi e Shakti è il suo potere di beatitudine. L’allineamento è l’equilibrio e l’unione delle energie Shiva e Shakti dentro di noi a tutti i livelli. Più ci atteniamo a Shiva o ci fermiamo dentro, più forte, più alto e più sottile diventa la nostra Shakti o livello di energia. Shiva è lo stato di equilibrio; e Shakti è l’energia di trasformazione che nasce spontaneamente da essa. Nella nostra natura interiore, siamo Shiva e Shakti senza limiti, con una comprensione illimitata e una capacità illimitata per l’azione creativa. 

Mentre l’energia della Shakti si dispiega, ci porterà allo stato di totale trasformazione che è la quiete di Shiva. Shiva è il Signore dello Yoga e Shakti è il suo potere nella pratica dello Yoga. Tutto lo Yoga è in definitiva Shiva-Shakti Yoga. 

Shiva e Shakti sono presenti insieme in ogni aspetto dell’esistenza, pervadendosi e riflettendosi a vicenda ad ogni livello. Una volta riconosciuto questo, tutta la vita diventa Yoga. 

L’unione mistica di Siva e Sakti nel Tantrismo tradizionale 

 

Questa coppia, dove via via è sparito ogni differenziato sapere, questa coppia è la coscienza stessa, l’emissione unitiva, la dimora stabile, senza superiore, naturata di nobile, cosmica beatitudine da ambedue essenziata, il supremo segreto del Kula, non quiescente, non emergente, causa fontale d’emergenza e quiescienza.” 

Tantraloka

Il Tantrismo pone la donna come centro metafisico del rapporto erotico. L’atto sessuale scatena una potenza che va ben al di là del piacere fisico , amplificandolo e allargando la sfera del piacere erotico, sfruttano appieno questa potenza dell’amore sessuale. La sessualità è l’unico mezzo per catturare, magnificare ed interagire con i processi del Cosmo. 

In ambito tantrico l’amplesso rimanda al ricongiungimento della diade metafisica, l’unione di Siva e Sakti che annulla la dualità svelando l’Uno nella Sua pienezza. Il maschio e la femmina sono due polarità opposte e complementari, il polo “positivo”(Prana) ed il polo “negativo” (Apana). 

La dualità, che trae origine nella coppia divina di Shiva e Shakti, si imprime nel tantrismo, prima di esprimersi nella coppia umana dei tantrika. L’uomo e la sua sposa vivranno il mito di Siva e Sakti. Per l’uomo iniziato al Tantrismo (sadhaka) la donna rappresenta la Sakti; egli vede in ogni donna l’incarnazione della Devi, le cui feconde energie possono rendere possibile la sperimentazione dell’Assoluto. 

Il Maithuna, rituale sacro di unione mistica, potrebbe essere la via più semplice per il risveglio di Kundalini, ma ben pochi sono adeguatamente preparati per questa strada; il sesso ordinario non è unione mistica. La coppia deve essere prima purificata ,sia internamente che esternamente, e deve essere capace di avere la mente libera da emozioni e passioni. Per questo motivo secondo la Tradizione, la pratica del Dakshina marg, la via dei bhakta, deve essere seguita per molti anni , prima di giungere a al Vama Marg, in modo da preparare il sadhaka ad acquisire bhakti (devozione- amore) verso la donna, e dunque verso Sakti. 

 

Sadhana Tantrica

La sadhana è la pratica spirituale che viene donata al fine dell’evoluzione. 

Una delle pratiche più importanti nel Tantrismo alchemico è la visualizzazione che permette di  fondere Shiva e Shakti dentro di noi. Qui presenteremo una versione semplice da applicare alla vostra vita o sadhana, da praticare da soli o con il vostro partner. 

-Seduti in padmasana o nel loto semplice, rilassiamo il corpo e con il respiro entriamo dentro di noi. 

-Visualizziamo la nostra pingala nadi (canale energetico destro)  nel nostro corpo e attraverso il respiro la inondiamo di calore sotto forma di fiamma. Quando percepiamo calore dentro di noi e possiamo visualizzare la fiamma nel la nostra parte destra  è il momento di cambiare parte del corpo. 

–Visualizziamo la nostra Ida nadi (canale energetico sinistro)  nel nostro corpo e attraverso il respiro la inondiamo di luce lunare sotto forma di liquido perlaceo. Quando percepiamo fresco dentro di noi e possiamo visualizzare la  luna nella nostra parte sinistra è il momento di unire le due nadi nel nostro punto bindu. 

-Attraverso il respiro e la visualizzazione, partendo dal nostro muladhara cakra (cakra della radice) , facciamo risalire ida e pingala nella forma di fiamma e luna, fino a dirigerli  prima al nostro terzo occhio (ajna cakra), fino al nostro punto bindu , per poi farli unire nel sahasrara cakra (loto dai mille petali situato sulla sommità della testa). 

*** Per la pratica in coppia ci si posiziona uno di fronte all’altra e si visualizza la fiamma o la luna nel corpo dell’altra persona. 

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