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Introduzione al Kundalini: Lo Yoga della Consapevolezza

Introduzione al Kundalini: Lo Yoga della Consapevolezza

Kundalini: Lo Yoga della Consapevolezza

Nelle sue forme più elementari, il Kundalini Yoga raggiunge l’occidente alla fine del XIX secolo.  Tuttavia, quando nel 1968 Yogi Bhajan introduce lo Yoga e la Meditazione Kundalini negli Stati Uniti, si fa portatore di una tecnologia le cui origini si perdono nelle nebbie del tempo: una tecnologia perfezionata e raffinata in segreto nel corso di innumerevoli generazioni di maestri e iniziati nei templi dell’India del Nord, in Tibet e in Nepal, e ritenuta attualmente il più potente e inclusivo fra i tanti stili di yoga conosciuti.

La tecnologia del Kundalini Yoga come insegnato da Yogi Bhajan® è una scienza universale e aconfessionale della mente e del corpo, che genera benessere fisico, eleva lo spirito e può essere praticata da chiunque, al di là delle proprie convinzioni religiose o filosofiche.  Diverso dal percorso di rinunce, ascetismo e allontanamento dalla società seguito dagli antichi yogi, è lo yoga dei “capifamiglia”, ossia di persone che vivono e agiscono nel mondo, con tutte le sue sfide, difficoltà e contraddizioni.

A lungo considerato uno yoga di nicchia, sta rapidamente crescendo in popolarità in tutto il mondo.

“Kundalini Yoga è la scienza che unisce il finito all’Infinito”

Yogi Bhajan

Golden Sunrise, Manaslu Himal, Lho, Nepal

Breve storia dello Yoga Kundalini

Insieme ad Hatha, Raja, Laya e Mantra yoga il Kundalini Yoga fa parte della corrente dello Yoga Tantrico, lo yoga che per trascendere la dualità si immerge in essa, invece di rifiutarla attraverso pratiche ascetiche.

Dei molti stili di yoga sviluppatisi negli ultimi 5000 anni, il Kundalini era considerato il più sacro; secondo gli storici, prima ancora che la pratica fisica fosse sviluppata, il Kundalini Yoga era una scienza energetica e una filosofia spirituale. La sua esatta origine è sconosciuta, ma viene citato per la prima volta nella collezione vedica di scritti noti come Upanishad (ca. 1000 a.C. – 500 d.C.). Per gli ‘antichi’, lo yoga era una congiunzione di corpo e spirito: il loro fine era la connessione diretta con Brahman, lo spirito divino o unità cosmica da cui (secondo la riflessione teologica e filosofica propria delle Upanishad vediche) tutto procede.  Nessun intermediario fra l’uomo e Dio era considerato necessario: la pratica era sufficiente.

Il termine “Upanishad” si traduce letteralmente con “sedersi ad ascoltare gli insegnamenti del maestro”, e pare che le prime classi di Kundalini Yoga consistessero semplicemente in questo: secondo una consuetudine molto diffusa nella società vedica, i maestri sedevano con gli studenti e recitavano oralmente le loro visioni spirituali.  Col tempo, il corpo scientifico del Kundalini Yoga fu trasposto in un’espressione fisica delle visioni delle Upanishad.  Nel frattempo, agli studenti si richiesero anni di percorso iniziatico affinché fossero pronti ad apprendere dai maestri di Kundalini le lezioni di ‘corpo-spirito’.

Per millenni la scienza del Kundalini fu tenuta segreta e tramandata oralmente dal maestro al discepolo che se ne dimostrava degno.  La possibilità di insegnare il Kundalini al di fuori della ristretta élite yogica indiana non era contemplata, perché si riteneva che il popolo non fosse preparato per accedere ad un sapere così potente.

Questo fu vero fino agli anni ’60 del XX secolo, quando Yogi Bhajan decise di divulgare gli insegnamenti segreti ricevuti, ritenendo fosse giunto il momento di diffonderli a quante più persone, in vista dell’avvento dell’Era dell’Acquario e dei cambiamenti epocali che riteneva l’intero genere umano avrebbe sperimentato.

Upanishad

Il Kundalini Yoga in Italia

In Italia la presenza di discepoli di Yogi Bhajan risale al 1970 e all’opera dei fratelli Menghi, Paolo (“Arpal”, 1945-1998) e Gianfranco (“Gurumersingh”), che conoscono il maestro Sikh negli Stati Uniti e, tornati in Italia, promuovono l’apertura di centri a Bologna e a Roma. Gradualmente – come del resto in altri Paesi – l’attività ispirata a Yogi Bhajan si sviluppa in Italia secondo due direttive principali: la prima riprende il modello della 3HO (Associazione Italiana Sikh Dharma), e comprende coloro che attraverso gli insegnamenti del maestro si convertono alla religione Sikh; la seconda è l’Associazione Nazionale Insegnanti di Kundalini Yoga IKYTA (International Kundalini Yoga Teachers Association) Italia, organizzazione laica formalmente costituita il 17 gennaio 2004, che riunisce coloro che sono autorizzati ad insegnare lo Yoga Kundalini e si impegnano a rispettarne i principi così come definiti dallo stesso Yogi Bhajan, ma non sono necessariamente di religione Sikh.

Questo non è lo yoga che si pratica in solitudine in cima a una montagna e fuori dalla realtà, è stato insegnato per la gente che lavora, che ha una famiglia e che è sottoposta agli stress di ogni giorno: nel mondo moderno in cui viviamo c’è una tremenda pressione, silenziosa ma precisa che ci sconvolge e ci possiede, a tal punto che non sappiamo se siamo reali o non reali”.

Yogi Bhajan

Lo Yoga della Consapevolezza

Il termine Kundalini deriva dalla parola Sanscrita “Kundal”, tradotta come “ricciolo dell’amato” e si rifà alla rappresentazione grafica dell’energia Kundalini (un serpente arrotolato tre volte su se stesso, che giace dormiente alla base della colonna vertebrale) mentre -ini è la connotazione femminile di tale energia (l’energia divina personificata, rappresentata dalla Shakti, che nell’Induismo indica il potere di un Dio di dare luogo al mondo fenomenico e al piano cosciente della creazione).  L’energia Kundalini sarebbe quindi l’energia sacra della creazione e risiederebbe all’interno di ogni individuo dalla nascita, costituendo il potenziale divino (infinito) di ognuno.

Il termine Yoga significa “unione”.  In questo senso, lo yoga mette in equilibrio gli opposti, li riconcilia e li conduce al completamento: è il veicolo che unisce il corpo e la mente, ma anche gli individui tra loro e l’individuo con la coscienza universale.

La pratica del Kundalini Yoga incorpora gli aspetti fisico, mentale e spirituale dello yoga in un sistema coeso e integrato.  Per il modo in cui ogni classe è strutturata, il Kundalini si presenta come una vera e propria tecnologia yogica, attraverso la quale possiamo trasformare la nostra energia potenziale (Kundalini) in energia cinetica, che risvegliata, elevata e guidata attraverso i centri energetici del corpo (Chakra) ci connette direttamente al divino, non inteso come singola o specifica divinità, ma come coscienza creatrice illimitata.

Quando la nostra “Kundalini” è risvegliata, vediamo la realtà con più chiarezza e ci sentiamo spiritualmente connessi, a noi stessi, agli altri e a tutto ciò che ci circonda; viviamo la vita con maggiore presenza ed equilibrio, avendo maggiore consapevolezza di chi siamo e del nostro potenziale infinito.

Il Kundalini Yoga consiste di kriya basati su asana attive e passive, pranayama e meditazioni indirizzati all’intero sistema corporeo (sistema nervoso, ghiandolare, facoltà mentali, chakra) per sviluppare consapevolezza, coscienza e forza spirituale.

Yogi Bhajan

Kundalini

La pratica regolare e i suoi benefici

Il Kundalini Yoga come insegnato da Yogi Bhajan è la scienza, l’arte e la tecnologia che permette di accedere alla propria forza creativa innata e di esprimerla e realizzarla nella vita quotidiana.  È la più potente e completa fra tutte le discipline yogiche, perché usa una varietà di metodi per facilitare la connessione del praticante al proprio Sé Superiore. In quanto pratica spirituale, il Kundalini Yoga è volto all’elevazione della coscienza.  Al contempo contribuisce a migliorare la salute fisica, mentale ed emotiva, attuando un processo di autoguarigione, che è l’essenza stessa dello yoga.

Finalizzato ad ottenere un effetto specifico sul corpo e sulla mente, si basa sui Kriya (combinazione sequenziale di esercizi fisici e mentali) ed utilizza quasi sempre tutti i seguenti elementi:

  • Asana (posizioni statiche o dinamiche) – aumentano la flessibilità corporea, la forza fisica, l’equilibrio e la propriocezione;
  • Pranayama (controllo del respiro) – migliora la funzionalità cerebrale e degli organi interni, stimola la circolazione venosa e linfatica, aumenta l’ossigenazione dei tessuti e regolarizza la pressione sanguigna;
  • Mudra (yoga/posizioni delle mani e delle dita) – agiscono sulla neuroplasticità del cervello contribuendo alla guarigione;
  • Mantra (speciali sequenze di suoni, raggruppate in semplici sillabe o parole più complesse, che formano delle vere e proprie formule sonore) – finalizzati a dare una direzione alla mente, a calmarla e cambiarne la struttura in profondità;
  • Drishti (sguardo focalizzato) –  dirige il prana nel corpo.

Il Kriya è poi seguito da una fase di Rilassamento (un esercizio yoga a pieno titolo, perché permette di integrare gli effetti della pratica precedente) e di Dhyana (meditazione), con cui si impara a rivolgere l’attenzione all’interno di sé raggiungendo gradualmente equilibrio e centratura.

I kriya non sono semplici posture meccaniche eseguite casualmente, ma sequenze di esercizi specifici, mirate a risultati e benefici precisi. Nel pieno rispetto della tradizione divulgata da Yogi Bhajan, gli insegnanti di Kundalini Yoga non possono e non devono variare l’ordine della sequenza né aumentarne il tempo.  Possono eventualmente ridurre i tempi degli esercizi in modo proporzionale, per facilitare gli studenti nella pratica di un kriya nuovo o più impegnativo.  Il repertorio di sequenze è vastissimo e comprende kriya adatti a chiunque, anche a chi, alle prime armi o per difficoltà fisiologiche, di età o diversa abilità, vuole seguire una pratica moderata e comunque ugualmente efficace.

La pratica dei kriya e delle meditazioni nel Kundalini Yoga è volta ad elevare completamente la consapevolezza corporea per preparare il corpo, il sistema nervoso e la mente a gestire il flusso di energia Kundalini.  Gran parte delle asana stimolano l’attivazione del 3° chakra, favoriscono la flessibilità della spina dorsale e la secrezione ghiandolare.  Il respiro e l’applicazione dei bandha aiutano a rilasciare, dirigere e controllare il flusso di energia Kundalini dai centri energetici (chakra) più bassi a quelli più alti, superando blocchi e resistenze.  Risalendo la spina dorsale, l’energia Kundalini raggiunge la ghiandola pineale, che una volta attivata, permette di utilizzare l’energia mentale ed emotiva consapevolmente e da uno spazio di neutralità e distacco.

Sikh indiano

La pratica del Kundalini Yoga rafforza il sistema nervoso, equilibra il sistema ghiandolare, aiuta ad espellere le tossine e consente di controllare l’energia mentale ed emotiva. La consapevolezza corporea aumenta, il benessere generale migliora, la mente si alleggerisce, ci si sente più energici e radicati nel mondo, il senso del Sé ne è potenziato e si riesce a fare fronte a situazioni di stress, cambiamento o conflitto in modo più creativo e meno reattivo.   I primi effetti immediati e tangibili della pratica sono maggior autocontrollo, senso di accresciuta pace mentale, migliore concentrazione e profonda calma interiore.

Una classe di Kundalini Yoga può costituire un buon allenamento, ma gli insegnanti e gli studenti solitamente partecipano ad ogni kriya con una quieta devozione, più vicina alla pratica nel tempio che in palestra.

È lo stile ideale per persone che vogliono sperimentare il benessere derivato dall’esercizio fisico, unito ai benefici a lungo termine dati da una coscienza rilassata ed elevata.  E la cosa più stupefacente è che le lezioni sono estremamente innovative, lungimiranti e attinenti alla realtà contemporanea, tanto da sembrare derivate da una disciplina sviluppata appositamente per il XXI secolo.

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Il Giornale dello Yoga
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Mi chiamo Silvia Frova Margarino, il mio nome spirituale è Kamalpal Kaur (colei che è pura e devota come il fiore di loto e permette alla propria natura divina di prevalere).

Sono insegnante di Kundalini Yoga con certificazione KRY (The Kundalini Research Institute) e IKYTA ITALIA (International Kundalini Yoga Teachers Association - Italia).

Ho sperimentato la Biodanza, la Danza dei 5 Ritmi, le meditazioni dinamiche di Osho, la meditazione Raja Yoga (Brahma Kumaris) e l’Hatha Yoga, prima di scoprire il Kundalini Yoga, che amo profondamente per l’intensità e la potenza con cui ne percepisco i benefici.

La mia insegnante Gurulal Kaur, diretta allieva di Yogi Bhajan, mi ha trasmesso il senso dell’insegnamento inteso come servizio (seva) alla comunità ed è questo lo spirito con cui mi piace condividere i preziosi insegnamenti che ho ricevuto.

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3 Commenti su "Introduzione al Kundalini: Lo Yoga della Consapevolezza"

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Mauro
Ospite
Mauro

Perchè si asserisce nell’articolo che Yogi BhaJan ha risvegliato o riportato alla luce la pratica del Krya Yoga nel 1968 quando il maestro Lahiri Mahasaya dietro risveglio spirituale da parte del Mahavatar Babaji, incomincio ad insegnare suddette tecniche nel suo Ashram a (Varanasi) Benares già a partire dalla seconda parte del 1800? mori nel 1895, e i suoi discepoli famosissimi Sri Yukteswar prima e Paramahansa Yogananda dopo (anche in America) continuarono il suo mandato?! Non è un informazione corretta. Cordialmente

Silvia
Ospite
Silvia

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Silvia
Ospite
Silvia
Buongiorno Mauro, nell’articolo si parla del Kundalini Yoga, ufficialmente definito “Kundalini Yoga come insegnato da Yogi Bhajan®” per specificare la diffusione dello stesso in occidente per suo merito, con criteri e modalità a lui solo ascrivibili e in tal modo identificarlo e distinguerlo da altri insegnamenti, con tutto ciò che questo comporta. Nel Kundalini Yoga ci si riferisce ai Kriya come combinazioni sequenziali di esercizi fisici e mentali. Il Kriya Yoga è altra cosa. Temo ci sia semplicemente stato un fraintendimento dovuto all’uso di quest’ultimo termine. Il non aver citato Lahiri Mahasaya, Mahavatar Babaji, Sri Yukteswar e Paramahansa Yogananda non… Continua a leggere »
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