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Jivamukti Yoga, lo Yoga della Liberazione

Jivamukti Yoga, lo Yoga della Liberazione

Jivamukti Yoga è uno dei nove metodi di Hatha Yoga ufficialmente riconosciuti al mondo, fondato negli anni ’80 da Sharon Gannon e David Life, in seguito ai loro studi insieme a grandi maestri indiani. Può essere considerato un Vinyasa Yoga, quindi dinamico, che ha tuttavia radici profonde negli insegnamenti dei Guru di Sharon e David: Sri K. Pattabhi Jois, Swami Nirmalananda e Shri Brahmananda Sarasvati.

Jivamukti Yoga è diventato famoso per essere il metodo scelto da tante celebrity, da Michael Franti a Lenny Kravitz, che frequentano con regolarità il famoso centro situato a Union Square, New York. Non solo: molti tra i grandi maestri di oggi hanno mosso i primi passi nello yoga proprio insieme a Sharon Gannon e David Life. Ma in cosa consiste la filosofia alla base del metodo che conquista ogni anno nuovi praticanti? Vediamolo insieme.

Micheal Franti Yoga

La Filosofia Jivamukti

Jivamukti Yoga si prefigge di andare oltre la pratica fisica Vinyasa: è infatti un percorso di liberazione che nasce dalla compassione per tutti gli esseri viventi. Alla base della sua filosofia sta l’interpretazione del termine Sanscrito “asana” inteso come “connessione”, relazione alla Terra, intesa come matrice di ogni forma di vita. Il nome stesso, Jivamukti, è un’elaborazione dal sanscrito Jivan Mukta, ovvero “liberato in vita”.

Come ci insegna Patanjali negli Yoga Sutra, l’asana (termine che significa seduta, base, connessione) dovrebbe essere “sthira” (solido, consistente) e “sukham” (felice, sereno). Jivamukti Yoga estende il concetto di asana come connessione a tutti gli esseri viventi sulla terra; connessione che quindi dovrebbe essere solida e portatrice di serenità. In questo metodo, non esiste più una posizione di supremazia dell’uomo rispetto alla Terra che lo ospita, bensì un essere umano che, attraverso la pratica degli asana trova una diversa relazione con la Terra e con tutti gli esseri viventi, eliminando il senso di separazione dall’altro per ritrovare l’unicità dell’essere, e riscoprire in questa unione una felicità che ci appartiene da sempre.

I cinque principi che animano le lezioni di Jivamukti Yoga si applicano alla vita di tutti i giorni. La pratica fisica diventa quindi una metafora del nostro rapporto con la Terra e con la Vita.

Sharon Gannon

I Cinque Principi Jivamukti

I cinque principi che animano la filosofia di Jivamukti Yoga sono:

  • Ahimsa, non violenza: uno stile di vita non violento, compassionevole, che si estende a tutte le nazioni animali, all’ambiente ed enfatizza l’etica di una alimentazione vegetariana/vegana e i diritti degli animali.
  • Bhakti, il riconoscere che lo scopo di ogni pratica Yoga è l’autorealizzazione o la consapevolezza del Divino che vive dentro ognuno di noi, e che si esprime attraverso il canto, i mantra, o semplicemente l’espressione di un’intenzione durante la pratica.
  • Dhyana o meditazione, un momento dedicato allo sguardo verso l’interno, per connettersi con l’immutabile, l’eterno che vive in ognuno di noi.
  • Nada o suono, inteso come ascolto consapevole, attraverso cui sviluppare un rapporto più equilibrato tra mente e corpo: durante una lezione, può essere rappresentato dalla voce dell’insegnante, da musica, o anche dal suono del respiro.
  • Shastra o studio delle scritture, degli antichi testi filosofici, e della pratica Yoga. A questo scopo il Focus del Mese, di volta in volta proposto nelle classi e sul sito Jivamukti sia dai fondatori che da selezionati maestri, serve da spunto ad insegnanti e praticanti per approfondire, anche nella pratica individuale, la conoscenza dello Yoga.

Una lezione Jivamukti è dunque un’esperienza che va oltre l’aspetto fisico della pratica, e che pur nei tempi limitati che il nostro quotidiano ci impone, ci riconnette a uno stile di vita più rispettoso del nostro ambiente e della nostra stessa natura. Chi mi conosce sa che il mio stile di elezione è proprio Jivamukti: lo pratico ormai da più di 10 anni, e ho avuto il grandissimo onore di essere la traduttrice dell’ultima opera dei due fondatori di questo stile innovativo e completo, “Yoga Assists” (OM Edizioni.

Grazie all’opera instancabile di Sharon Gannon e David Life, Jivamukti Yoga sta diventando uno degli stili dinamici più apprezzati in Occidente. Nel frattempo, per chi non ha avuto l’opportunità di frequentare una lezione Jivamukti, ho pensato di dare qualche cenno in più traducendo per voi le definizioni elaborate dagli stessi fondatori del metodo.

Sharon Gannon e David Life

In cosa consiste una lezione jivamukti?

Nei centri Jivamukti Yoga sono disponibili diverse classi; tra queste le più note sono la Spiritual Warrior Class, a sequenza fissa, e le Open Class, in cui si lavora su sequenze vinyasa ogni volta diverse.

La lezione “Spiritual Warrior” nasce per chi ha una vita piena di impegni, e può dedicare alla pratica solo un’ora al giorno. Si tratta di una lezione Vinyasa con un ritmo sostenuto, carica di energia, che produce anche effetti visibili a livello fisico. La sua struttura è fissa, come avviene ad esempio per la prima serie dell’Ashtanga Yoga: in essa sono presenti alcune asana preparatorie, il canto, l’intenzione della pratica, i saluti al sole, le posizioni in piedi, gli inarcamenti, le flessioni in avanti, le torsioni, le inversioni, la meditazione e il rilassamento.

L’insegnante mantiene il passo della lezione e non coinvolge i praticanti nella conversazione spirituale che ha invece luogo durante le “Open Class”, che vedremo in seguito. Dato che la sequenza è sempre la stessa, lo studente ha modo di impararla con rapidità. In molti centri Jivamukti, questa lezione è inoltre offerta in una versione “internazionale”, ovvero in lingua diversa da quella del paese che ospita il centro. Le posture sono nominate in Sanscrito, e la lezione diventa l’occasione per immergersi in un’altra cultura. Molti insegnanti ritengono tra l’altro sia molto utile imparare i termini essenziali dello Yoga anche in altre lingue, per avere modo di insegnare anche all’estero. La lezione Spiritual Warrior, che dura un’ora esatta, è adatta a studenti intermedi e avanzati, anche se i principianti avventurosi sono sempre i benvenuti.

La Open Class, invece, si rivolge a studenti di qualsiasi livello: dai principianti che ancora stanno cercando di capire la differenza tra vrksasana (albero) e sirsasana (posizione sulla testa), agli avanzati capaci di incrociare le gambe dietro la testa. In questa lezione si lavora individualmente, e l’insegnante offre indicazioni verbali e assistenza pratica. Gli asana vengono presentati con opzioni diverse a seconda del livello del praticante. Ma la vera differenza di una Open Class Jivamukti rispetto agli altri stili sta nel suo incorporare i cinque principi dello stile Jivamukti Yoga: Shastra (scritture), Bhakti (devozione), Ahimsa (non-violenza), Nada (musica) e Dhyana (meditazione).

La Open Class, che si apre sempre con una lettura o una riflessione dell’insegnante ispirata al Focus del Mese, è un’opportunità per apprendere insegnamenti Yogici utili nella vita oltre che sul tappetino; seguono una breve sessione di canto, quindi il flusso delle sequenze Vinyasa, accompagnate dagli assist manuali, il rilassamento e la meditazione. Tutte le Open Class includono 14 punti fondamentali – attraverso asana, meditazione e insegnamenti spirituali – in una sequenza creativa sempre diversa creata dall’insegnante. Un’eclettica scelta musicale fa parte integrante di questa lezione: potrà capitarvi di praticare ascoltando reggae, lounge music, hip-hop, Krishna Das, Michael Franti o Mozart.

La lezione si chiama “open” proprio perché è aperta e adatta a tutti i livelli. I principianti però devono sapere che per istruzioni più dettagliate è meglio frequentare una Basic Class o una Beginner Class. Una Open Class può avere una durata variabile, a seconda della disponibilità del centro.

Il metodo Jivamukti offre l’opportunità di praticare uno stile fisicamente coinvolgente insieme a tutti gli altri rami dello Yoga, che diventano per chi lo pratica parte integrante e irrinunciabile del quotidiano.

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Autrice del popolare blog Kalyavinyasa.it, insegnante di Yoga certificata con la British Wheel of Yoga e la Yoga Alliance, Francesca pratica yoga da 20 anni.

Ha studiato Ashtanga Yoga a Londra con John Scott e Hamish Hendry, e in India, a Mysore, con Saraswathi Jois (figlia di Guruji e madre di Sharath.). Ha appreso il metodo Jivamukti Yoga presso il centro Jivamukti di New York con la fondatrice, Sharon Gannon. Ha inoltre tradotto “Yoga Assist” di Sharon Gannon e David Life, e numerosi libri e articoli sullo Yoga.

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