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Intervista a Massimo Romagnolo

Intervista a Massimo Romagnolo

Storie di Uomini e Donne in cammino

Sempre più si legge e si sente parlare di molte persone che sono alla ricerca del benessere, di una formula, di un cammino spirituale, di una illuminazione e alcune volte di una magia che, con uno schiocco di dita, le possa far stare meglio. Condivido pienamente il senso della ricerca ma ritengo che ognuno di noi debba trovare il suo percorso personale, la propria strada verso la felicità, la serenità e da cui trarre soddisfazione per la propria esistenza su questa terra. I “maestri” possono indicarci quella che è stata la loro esperienza, possono sostenerci nei cambiamenti, nelle trasformazioni, ascoltarci ed esserci vicini, ma la responsabilità della vita è e deve rimanere la nostra, in uno stato di coscienza e consapevolezza chiara.

In questa visione l’incontro con Massimo Romagnolo è stato molto interessante.

Chi è Massimo Romagnolo

Massimo Romagnolo è un ricercatore e counselor sciamanico, ha sviluppato la sua formazione esperienziale attraverso lo sciamanesimo e la mistica della natura.

È uno dei primi a portare in Italia lo studio e la pratica della Tradizione Andina e a contribuire alla sua divulgazione. La sua ricerca  parte dal Giappone per apprendere l’arte Reiki di Usui, lì incontra le arti sciamaniche che lo portano ad un lungo cammino di conoscenza esperienziale e ad incontrare sciamani e maestri di diverse etnie.

Le tradizioni nepalese, buriata, dell’amazzonia brasiliana, degli Yachak dell’Ecuador e della Nazione nord americana Ojibwe sono alcuni dei percorsi spirituali di cui  fa esperienza pratica ed iniziatica. Nel 2005 fonda l’associazione “Ushai” per condividere le esperienze e gli insegnamenti ricevuti. Nel 2008 fa il suo primo viaggio in Perù dove incontra la Tradizione Spirituale Inca che finalmente risponde a tutti i requisiti delle sue ricerche: “conoscenze e strumenti pratici per sostenere il benessere e lo sviluppo della consapevolezza personale e sociale”.

Da allora il suo percorso di ricerca personale e la sua attività di diffusione si sono focalizzate in questa Tradizione. Approfondisce il processo formativo con i maestri del lignaggio di Cusco e Q’ero, come Don Juan e Ivan Nuñez del Prado e Don Americo e Gayle Yabar e con vari maestri indigeni della Nazione Q’ero, considerati i più elevati esponenti dell’Arte Spirituale Inca. L’incontro con i Q’ero lo porta ad un secondo viaggio di alcuni mesi per fare esperienza del percorso spirituale formale indigeno.

Lo incontriamo per porgli alcune domande rispetto alla sua esperienza di ricercatore.

Ayni - Massimo Romagnolo

Intervista a Massimo Romagnolo

Ciao Massimo, grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande.

Stefania: Ci vuoi raccontare qual è stato il tuo percorso di crescita e come sei arrivato ad insegnare la Tradizione Andina?

Massimo: Ho iniziato ad interessarmi ai misteri della vita circa 20 anni fa, le prime fonti di ricerca sono stati i libri ma essendo una persona curiosa, a cui piace avere esperienze dirette per avere un’idea personale, mi sono avvicinato alle discipline bioenergetiche attraverso il Reiki, andando a perfezionare la sua arte in Giappone, suo luogo di origine. Questa esperienza ha chiarito lo scopo della mia ricerca: “trovare una cammino spirituale con strumenti semplici ed efficaci per sviluppare benessere e consapevolezza con una modalità oggettiva e concreta“.

Ho spostato successivamente i miei studi esperienziali in diverse tradizioni sciamaniche rendendomi conto che quello che incontravo, seppur di grande supporto allo sviluppo del mio cammino, ringrazio per questo i maestri delle varie tradizioni, che mi hanno accolto e onorato condividendo la loro conoscenza, non rispondeva ancora a tutti i requisiti della mia ricerca.

Nel 2008, a seguito del mio viaggio in Perù, ho incontrato e ho cominciato ad esplorare la Tradizione Andina, fino ad incontrare Don Juan Nuñez del Prado e suo figlio Ivan e grazie a loro ho compreso che, nella Tradizione Spirituale Inca, potevo trovare ciò che stavo cercando. Devo aggiungere che il dialogo con Don Juan ha dato un senso e finalmente delle risposte, a sette anni di ricerche…

Don Juan Nuñez del Prado
Ivan Nuñez del Prado

Stefania: Abbiamo letto nel precedente articolo “La tradizione mistica andina” una breve spiegazione di quelle che sono le principali idee su cui si basa la tradizione. Si sente spesso parlare di “sciamanesimo” e di pratiche spirituali che arrivano dalla zona delle Ande, ci potresti spiegare se la tradizione andina può essere considerata una pratica sciamanica  o se ci sono delle differenze?

Stefania: Nell’immaginario comune quando si  parla di sciamanesimo, il collegamento che spesso viene fatto è quello con l’uso di sostanze allucinogene tipo ayahuasca, peyote, san pedro; che posizione ha la tradizione andina rispetto a questo?

Massimo: Le tue domande sono collegate quindi rispondo qui ad entrambe. Se prendiamo il significato di “sciamano” nella sua origine Tungusa (Siberia) che significa “colui che vede nel buio”, possiamo dire che riguarda il lavoro fatto con uno stato alterato di coscienza indotto da fattori esterni come: sostanze naturali allucinogene, suoni ripetitivi, danze, canti… e dell’incontro, attraverso questi strumenti, con le divinità che rappresentano il collegamento con il mondo metafisico. Lo “sciamanismo” nasce nel neolitico ed è stato il primo strumento di indagine sui misteri della vita dell’essere umano. La Tradizione Andina e nello specifico la Tradizione Inca, i cui strumenti pratici sono condivisi nei seminari, ha avuto uno sviluppo ad un livello più raffinato che possiamo comprendere come la mistica della natura.  In questo caso infatti non viene utilizzato nessun fattore esterno per indurre stati alterati di coscienza. E’ un cammino che permette di conoscere se stessi e di sviluppare il proprio potere personale (potere = capacità oggettiva di fare), utilizzando le qualità insite nell’essere umano stimolate, per l’appunto, dagli esercizi energetici e dalla conoscenza tramandata dai maestri della Tradizione.

La Spiritualità Inca è molto pratica e concreta, la vita è, di per sé stessa, spirituale e l’essere umano ha la capacità di relazionarsi con il mondo fisico e metafisico in modo diretto, senza l’ausilio di fattori esterni. Per cui gli strumenti appresi devono essere semplici, efficaci e utili per sviluppare benessere quotidiano senza la necessità di estraniarsi dalla realtà, la cui visione e relazione non è frammentata ma totale. L’obiettivo della pratica spirituale Inca è di vedere la realtà così com’ è, senza aspettative, proiezioni o illusioni, per riconoscerla e poter sviluppare armonia nel proprio cammino in modo concreto e utile al benessere e allo sviluppo personale e sociale.

Possiamo vederlo come un processo di identificazione personale: se so chi sono e dove sono, in una scala di sviluppo di benessere e consapevolezza, e se dove sono, non mi fa sentire a mio agio, con gli strumenti pratici condivisi dalla Tradizione, posso decidere di lavorare per spostarmi in una area più confortevole.

Massimo Romagnolo al Machu Picchu

S: Ritengo la tradizione andina un approccio alla vita che semplifica il Tutto e che offre una grande libertà di essere. Da subito mi ha piacevolmente stupito il non utilizzo del concetto di “positivo” e “negativo”, trasferendo sul concetto di “confortevole” e “non confortevole”; da qui si deduce un diverso modo di considerare la realtà e le persone che ci sono vicine. Dato che spesso mi è capitato di ascoltare persone che cercano di “proteggere” la propria energia in modo che questa non venga negativizzata o rubata, puoi spiegarci come invece la tradizione andina guarda a questo argomento?

M: La Tradizione vede il Cosmo come Vivente (Kausay Pacha) pieno e sovrabbondante di energia vitale. L’energia vitale è vita e la vita è un principio di per sé affermativo, perciò è incoerente definirla negativa.

Risponderò alle tue domande così come mi risposero i miei maestri:

“Osserva l’acqua dei fiumi che scendono dalle montagne, è trasparente, fluente e scorre sempre verso il mare, se durante il suo percorso incontra un ostacolo consistente che forma uno sbarramento si ferma e diventa stagnante, male odorosa e torbida…..ma è sempre acqua…..Basta togliere lo sbarramento ed ecco che l’acqua fluisce di nuovo diventa cristallina e pura…. L’acqua è come l’energia vivente, è sempre acqua (energia), ma può manifestarsi con qualità differenti: fluente, cristallina, leggera o stagnante, torbida, pesante. Con la conoscenza e le pratiche dei nostri antenati possiamo mantenere l’energia sempre fluida e leggera, trasformando tutto ciò che stagna ed è pesante.”

Se pensi che qualcuno possa prendere la tua energia vitale, sappi che il nostro wasi (spazio sacro) è nostro e lo condividiamo solo con chi vogliamo; c’è comunque così tanta energia nel Cosmo che la tua bolla si riempie immediatamente appena tu lo vuoi.
La percezione di “pesante” e “non confortevole” è personale e quando la senti puoi trasformarla e subito ti sentirai leggero. Se hai paura che qualcosa ti tocchi, gli dai forza e potere, perciò cammina il tuo wacho (solco dell’aratro – cammino), con amore e fiducia dando forza alle tue qualità e virtù e trasforma con le pratiche i tuoi timori.

Massimo Romagnolo

S: Se una persona volesse cominciare a lavorare su se stesso per vivere al meglio la sua vita, quali sono i suggerimenti che ti verrebbe da dargli?

M: Oggi viviamo nel mondo dell’informazione globale e possiamo veramente trovare molte proposte per sviluppare benessere e consapevolezza. Posso solo condividere ciò che ho compreso attraverso il mio cammino e dove ho trovato le mie risposte.

Molto del nostro benessere dipende dalla capacità di sviluppare relazioni armoniche con le tre aree con cui l’essere umano si relaziona: l’ambiente naturale e sovrannaturale, l’ambiente sociale e l’ambiente interiore. La Tradizione condivide strumenti semplici, pratici ed efficaci per sostenere e sviluppare l’armonia relazionale in tutti i tre campi. Offre una risposta concreta e pratica al: “so che cosa non va ma non so come risolverlo”. Se ognuno apprende l’arte del prendersi cura di se stesso produce armonia intorno a se, a beneficio anche di chi lo circonda. Per dirlo in poche parole, attraverso la pratica della Tradizione puoi scegliere di vivere la vita come giocatore e non come spettatore.

S: Qual è il progetto, la mission, che porti avanti con la tua associazione Ushai?

M: Il progetto è la condivisione e la diffusione delle mie esperienze di ricerca per supportare lo sviluppo del benessere e della consapevolezza personale e sociale. Sviluppare la possibilità di incontro con altre culture per espandere gli orizzonti della propria consapevolezza.

Negli ultimi anni ho concentrato la mia attività sulla diffusione e sull’opportunità di incontro con i maestri della Tradizione Inca sia con tour in Italia, sia con viaggi in Perù. Di recente stiamo sviluppando un progetto di sostegno e di preservazione della cultura spirituale e sociale della comunità Q’ero, discendenti diretti degli Inca.

Massimo Romagnolo sulle Ande

S: Pochi mesi fa sei stato diverso tempo in Perù a stretto contatto con la popolazione indigena e i maestri peruviani, non era la prima volta per te, ma in questa occasione cosa è cambiato dentro di te?

M: Il progetto di questo viaggio era di approfondire e sviluppare il mio cammino nelle due aree di apprendimento della Tradizione, per avere una esperienza diretta di tutto il contenuto tecnico spirituale e culturale. La prima area è stata il percorso iniziatico formale più tradizionale dei maestri Q’ero, ultimi discendenti Inca. E la seconda, il percorso formale iniziatico dell’Arte Andina contemporanea, diffusa da oltre 20 anni nel mondo dai maestri Don Juan e Ivan Nuñez del Prado; senza questa formazione non avrei avuto strumenti adeguati a sviluppare l’esperienza in modo consapevole della via tradizionale indigena.

E’ stata un’ esperienza entusiasmante, stimolante e soprattutto ricca di contenuti da applicare per migliorare la qualità del mio vivere quotidiano. L’aspetto più profondo che è emerso in me è la gratitudine per la vita in tutte le sue manifestazioni anche le più sottili, che spesso non ero in grado di riconoscere, ed essendo di indole curiosa, verificare che il processo di ricerca e crescita non termina mai, perché man mano che si scava emergono sempre nuove avventure.

S: In questo periodo sei in tour, in giro per l’Italia, con Don Lorenzo Ccapa Apaza, uno dei maestri di più alto lignaggio della tradizione andina, figlio di Don Martin Quispe, guardiano della tradizione. Loro sono appartenenti alla popolazione Q’ero, riconosciuti come i diretti discendenti della tradizione Incas, avendone mantenuto e custodito la tradizione, la sapienza, la cultura e le conoscenze spirituali. Come sta andando questa esperienza e come vivono i maestri andini l’interesse che in Occidente scaturisce la loro cultura?

M: Il tour sta procedendo molto bene ed è bello vedere l’entusiasmo e la gioia delle persone dopo gli incontri individuali e collettivi. I maestri andini sono consapevoli della profezia della loro Tradizione: il ritorno dell’Inca, un essere umano maschile o femminile con la capacità di brillare, emettere luce visibile (illuminato), che rappresenta la dimostrazione concreta di un elevato sviluppo della coscienza. Nella profezia però, l’illuminato può essere un individuo qualsiasi dell’umanità, per questo la Tradizione è condivisa in tutto il mondo, affinché tutti possano incontrare gli strumenti pratici per sviluppare le qualità più elevate dell’essere umano; di conseguenza darci la possibilità di condividere ci rende felici e grati. Condividere, ridistribuire e integrarsi nella reciprocità sono i valori contenuti nel cammino della Tradizione.

Don Lorenzo Ccapa Apaza, Massimo Romagnolo, Don Martin Quispe

S: Tu e Don Lorenzo sarete in Puglia, a Monopoli (Ba) nei giorni 7-8-9 Aprile, per poi proseguire in Salento e ad Andria il vostro viaggio. Com’è il legame con la Puglia e Monopoli in particolare, che ti vede tornare in questa zona da più di due anni con seminari ed eventi?

M: La Puglia è un luogo interessante, dove le tradizioni ed il legame con la terra è ancora vivo e tangibile. Inoltre sono ancora visibili le tracce dello sviluppo della coscienza umana fin dal neolitico. Secondo la Tradizione le memorie delle esperienze di ogni uomo rimangono nella Pachamama (potremmo definirlo nell’inconscio collettivo) ed è possibile, grazie alle pratiche, renderle disponibili per supportare il processo di sviluppo umano. La Puglia rappresenta fin dall’antichità anche il ponte di connessione con le culture provenienti dall’Asia minore che rappresentano la base da cui si è sviluppata la nostra cultura. Riconnetterci alle nostre radici permette di sviluppare la nostra identità culturale, sociale e spirituale e di conseguenza le qualità che ci contraddistinguono. L’universalità degli strumenti pratici condivisi nella Tradizione Andina permette di sviluppare tutto questo. Ecco il link all’evento su Facebook.

Conclusione

Ascoltare e leggere le parole delle persone che hanno fatto della loro vita una formazione continua è fonte di grande energia e stimolo. Molti uomini e donne sono in cammino verso la propria felicità, verso il risveglio, in condivisione di queste con l’Universo intero e sappiamo che ogni contributo è prezioso perché il Tutto possa essere sempre più connesso e riunito.

Questa è l’esperienza di Massimo Romagnolo, che ha voluto condividere con noi e che ringrazio, e a questo proposito voglio riportare la frase di un altro mio caro maestro che spesso mi ricordava: “Ogni nodo che sciogli è un nodo che qualcun altro potrà sciogliere, perché tu sei riuscita a farlo.” Questo vale per ogni essere umano che decide di sciogliere i suoi nodi, attraverso qualsiasi percorso di evoluzione si scelga, e di Essere in Ben-Essere. Ogni nodo sciolto è un grande passo per noi stessi ma anche per il resto dell’umanità.

Foto tratte dal sito dell’associazione Ushai.

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About The Author

Sono Professional Counselor ad orientamento psico-corporeo e indirizzo bioenergetico (Master triennale di counseling fileoenergetico conseguito presso il centro psicopedagogico “Macroscopio” di Martina Franca );
Operatrice Shiatsu VII° Livello (Livelli conseguiti presso la scuola “Arti in Movimento” di Bari/Genova/Creta);
Esperta nelle Aggregazioni giovanili.
Seguo diversi percorsi di crescita personale tra cui la Tradizione Mistica Andina (Sciamanesimo) e la pratica Yoga. Sono appassionata di Meditazione, Cultura Orientale e MusicoArteTerapia. Da sempre curiosa delle connessioni tra Cielo e Terra, amante della natura, del vivere ecosostenibile e di alimentazione naturale, ricerco e studio in maniera permanente da anni. Nel mio approccio di lavoro unisco le diverse discipline di formazione e di studio e, anche attraverso i viaggi in Asia, ho il fine di evolvere come persona e professionista e portare, a me e agli Altri, ben-Essere.

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Sognare il Perù - sciamanesimo andinoStefaniaStefania MarasciuloNicolò Balzani Recent comment authors
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[…] di avervi incuriositi/a almeno un po’, in ogni modo per approndire leggete anche l’Intervista a Massimo Romagnolo, è molto interessante […]

Nicolò Balzani
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Nicolò Balzani

Ancora? Ma basta! Rispettiamo i Q’ero, gli Aymara e tutti i popoli Inca e smettiamola con queste sciammannate più che sciamanate. In primis mi rivolgo al sig. in questione, a cui ho già risposto riguardo la povera aquila di Calca obbligata a posarsi sulla testa delle persone, facciamo sperimentare un viaggio vero in Perù piuttosto che (ri)vendere pratiche vecchie di milioni di anni in salsa occidentale. Grazie per lo spazio concessomi

Stefania Marasciulo
Ospite
Stefania Marasciulo

Intervista a Massimo Romagnolo

Stefania
Ospite
Stefania

Salve Signor Balzani, saró breve, probabilmente ignora il fatto che Massimo Romagnolo è spesso in viaggio in Perù dai nostri fratelli Q’ero che sono ben felici di poter condividere con lui e poi con noi, nei loro viaggi in Italia, le loro pratiche e conoscenze, infatti a maggio, i maestri Don Lorenzo Ccapa Apaza e suo papà, guardiano della tradizione e maestro di più alto lignaggio, Don Martin Quispe, saranno di ritorno in Puglia. L’Associazione Ushai organizza ogni anno viaggi in Perù…basta informarsi… Sarebbe interessante partecipare direttamente agli incontri e ai seminari personalmente per conoscere e fare esperienza di quel… Continua a leggere »