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Intervista a Jacopo Yogendra Ceccarelli

Intervista a Jacopo Yogendra Ceccarelli

In un assolato pomeriggio autunnale, durante lo Yoga Festival di Roma, ho incontrato e fatto quattro chiacchiere con Jacopo Yogendra Ceccarelli, il creatore di Anukalana Yoga, approccio moderno che si propone di integrare le conoscenze anatomiche occidentali e i principi di varie discipline con gli insegnamenti tradizionali dello yoga.

Ciao Jacopo, come è cominciato il tuo cammino nello yoga?

In passato volevo fare il musicista, suonavo e facevo concentri in diversi locali. Poi però nei primi anni ‘90 è arrivata la moda del karaoke e io mi sono trovato improvvisamente senza lavoro. Per me è stato un grande trauma: la mia carriera, in cui avevo investito tutte le mie energie, sembrava finire. In un giorno di particolare tristezza mi è caduto l’occhio sul libro “Siddharta” di Herman Hesse e, leggendolo, mi sono ricordato della profezia dell’amica che me l’aveva regalato. Mi disse che questo libro mi avrebbe cambiato la vita! Man mano che scorrevo le pagine sentivo crescere dentro di me una forte risonanza con il protagonista: avevamo lo stesso desiderio di trovare la propria strada e le proprie risposte nella vita.

Da ragazzino avevo studiato per tanti anni arti marziali orientali, in cui si praticava la meditazione, lo zen e la presenza mentale, ma non mi ero mai avvicinato allo Yoga. Da quando ho letto “Siddharta” però ho deciso che volevo saperne di più. Ho cominciato a documentarmi leggendo testi sullo yoga, dai libri divulgativi, a testi antichi tradizionali, a vari commentari. Dopo due anni mi sono finalmente deciso ad andare in India, e da lì è stato tutto un crescendo. Ho cominciato a studiare sempre, ho incontrato diversi maestri spirituali indiani e dei monaci che mi hanno seguito e guidato per anni.

Il tuo percorso in Italia come si è svolto? come sei arrivato all’acroyoga? E come è nato il tuo stile, Anukalana Yoga?

In Italia ho cominciato insegnando yoga tradizionale mentre continuavo ad esercitarmi con le arti marziali, come il kung fu e il tai chi. Ad un certo punto ho deciso che volevo insegnare più yoga e ho gradualmente aumentato le ore dedicate all’insegnamento dello Yoga.

Poi un giorno, forse perché ho spinto qualche asana un po’ troppo, mi sono fatto male alla schiena. Ho cercato un’amaca per appendermi e fare degli allungamenti e li ho scoperto per caso l’Acroyoga. Mi è sembrato subito una figata e mi sono accorto che in Italia non c’era ancora nessuno che insegnava questa disciplina, quindi ho immediatamente deciso di andarla a studiare all’estero. Ho fatto il TTC e sono diventato un insegnante certificato. Grazie all’Acroyoga mi sono fatto conoscere a livello nazionale e ho potuto presentare ad un vasto pubblico le integrazioni tra lo yoga tradizionale e altre discipline che io stesso praticavo. Da li ha cominciato a diffondersi Anukalana Yoga.

Jacopo Yogendra Ceccarelli

Dicci l’esperienza più bella che hai avuto durante l’insegnamento?

Alle volte mi è capitato di vedere persone aprirsi grazie alla pratica e alla meditazione e piangere.

Quando vedo persone aprirsi con gioia e rilasciare blocchi emotivi trattenuti per anni, per me quello è il momento più bello. È il momento in cui vedo che lo yoga permette di togliere tante barriere e permette alle persone di essere veramente se stesse.

Quando succede nei corsi di formazione, può avvenire anche in modo collettivo.

A quel punto capisci che quello che hai fatto fino a quel momento ha senso… Quando tocchi i cuori delle persone sai che stai lavorando bene!

Jacopo Yogendra Ceccarelli

A chi consiglieresti Anukalana Yoga?

Consiglio Anukalana Yoga a tutti coloro che vogliono togliersi di dosso schemi che non funzionano più, rigidità sia fisica che mentale, a chi ha bisogno di ritrovare morbidezza e fluidità mentale, a chi cerca integrazione, cioè la sensazione di fare yoga ma anche un lavoro più completo che comprende yoga, crescita personale e meditazione tutto assieme. Le parole chiave di Anukalana sono morbidezza e apertura.

Ti faccio un esempio, nello yoga si parla spesso di “illuminazione”… Se io mi pongo la domanda “come è un illuminato?”, non penso di sicuro che sia una persona rigida e bloccata o troppo metodica. Penso ad una persona aperta, morbida, che sa adattare le situazioni a luogo, tempo e persona.

Il mio approccio allo yoga cerca di portare le persone in quella direzione, cerca di renderle adattabili, ad essere morbide e aperte in tutte le situazioni.

Ultima domanda: cos’è lo yoga per te?

Una figata! Quando l’ho trovato mi ha completamente cambiato la vita, quindi direi che è il mio modo di vivere.

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Anukalana Yoga di Jacopo Yogendra Ceccarelli
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Anukalana Yoga di Jacopo Yogendra Ceccarelli
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In passato volevo fare il musicista, suonavo e facevo concentri in diversi locali. Poi però nei primi anni ‘90 è arrivata la moda
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Il Giornale dello Yoga
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Insegnante Hridaya Yoga certificato da Yoga Alliance, praticante e studioso.
Attualmente vive nel Veneto dove studia come migliorare la comunicazione nell'era digitale ed è uno dei fondatori di "Il Giornale dello Yoga".

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