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L’industria dello yoga

L’industria dello yoga

Come l’occidente e il commercio della spiritualità stanno distruggendo lo Yoga

Il cammino dello Yoga in Occidente è stato quello, dagli anni Ottanta ad oggi, di trasformarsi da pratica spirituale a grande business. Ad oggi questo business è valutato, solo negli Stati Uniti, quasi 30 miliardi di dollari, con più di 20 milioni di praticanti di cui l’83 per cento donne, per un mercato di accessori vari, quali tappetini, cinghie, mattoncini, abbigliamento, gioielli, libri, videocorsi e inoltre vacanze yoga in lussuosi ritiri e lontane mete esotiche che soddisfano il bisogno di evasione dell’occidentale stressato e insoddisfatto.
Che forse qualcosa si sia perso per strada sembra abbastanza chiaro: come si può portare un’antica tradizione in Occidente senza distorcerne i valori?

La filosofia dello Yoga

Originariamente lo Yoga era una pratica privata, personale, che includeva il sacro vincolo tra il guru e il discepolo e, per millenni, fu trasmessa come pratica esoterica (dove esoterico ha il significato di “segreto” e “riservato a una cerchia ristretta”) con poche statiche asana e legata strettamente alla meditazione.
Uno dei principi di base dello Yoga è l’autodisciplina, la ricerca interiore attraverso cui si raggiunge l’unione con il Sé Superiore. Il testo guida per ogni praticante è lo Yoga Sutra di Patanjali, in cui il grande filosofo guida l’aspirante yogi attraverso le otto membra dello yoga (ashtanga).

Sadhu Magro

Lo Yoga arriva in occidente

Il cammino dello Yoga in Occidente fu arduo e difficile: alla fine del XIX secolo, i primi guru indiani come Swami Vivekananda cominciarono a viaggiare in America e a tenere conferenze per divulgare questa disciplina, ottenendo un entusiastico consenso da parte dell’audience.
In seguito l’opinione pubblica e soprattutto la stampa svilupparono una grande diffidenza verso lo Yoga: era un’epoca di estrema xenofobia, sui media lo Yoga cominciava a essere deriso e temuto, associato tra l’altro al raggiro, alla promiscuità sessuale e all’immigrazione clandestina.
Anche Yogananda, dopo un iniziale successo e acclamazioni da parte degli americani, fu attaccato da tutti gli organi di stampa e indagato dai servizi segreti (vedi il film Awake, la vita di Yogananda), timorosi che con la pratica dello Yoga si potessero svelare alle spie russe poteri e abilità paranormali (siddhi). Tutto quello che arrivava dall’estero, e soprattutto dall’Oriente, veniva discriminato e censurato, e questa situazione durò fino all’era della guerra fredda.

Lo Yoga come bene di consumo

Negli anni ’60, lo Yoga era ancora intriso di spiritualismo e associato ad austerità e semplicità, tipiche del rifiuto della società dei consumi da parte della controcultura hippy. Con l’avvento del benessere economico degli anni ’80 e ’90 in America, l’interesse per lo Yoga in Occidente comincia a crescere: con il boom del fitness si legittima lo Yoga al pubblico come pratica fisica per raggiungere benessere, flessibilità e riduzione dello stress.
Lo Yoga moderno è diventato un’industria multimiliardaria: nelle palestre e nei centri Yoga si offre un po’ di tutto, un po’ di cardio, un po’ di perdita di peso, un po’ di spiritualità. Lo Yoga si fonde con altre discipline: yoga e tango, yoga e surf, yoga e disco dance, yoga e body paint. Lo Yoga è stato ridotto ad un ennesimo programma di esercizi fisici e si rivolge a un pubblico quasi esclusivamente di donne, mentre tradizionalmente era loro precluso.

Yoga bene di consumo

La figura della donna nello Yoga moderno

Ma siamo proprio sicuri che in questa cultura dello Yoga moderno, dove la donna sembra farla da padrona, la sua immagine non venga, ancora una volta, strumentalizzata in nome del dio Denaro?
Seane Corn (vedi articolo Le 10 regine dello yoga), una delle insegnanti americane più accreditate, oggi quasi cinquantenne, ammette pubblicamente (e se ne scusa) di aver compreso solo ora che per quasi trent’anni la sua immagine di giovane donna bianca, magra e flessibile sia stata sfruttata dal mercato per commercializzare il prodotto “Yoga”.

Nel mondo moderno lo Yoga offre una cultura competitiva, gioca sull’insicurezza delle donne e le spinge ad essere di più, a forzare i propri limiti rischiando l’ansia da prestazione, torcendo e torturando il proprio corpo per ‘conquistare’ una qualche spettacolare asana acrobatica e per corrispondere ad un certo stereotipo estetico, piuttosto che accettarsi ed accettare le proprie fragilità ed imperfezioni.

Yoga Sovrappeso

#yoga: lo Yoga su Instagram

Se cerchiamo #yoga su Instagram, un altro strumento moderno per farsi conoscere e per pubblicizzare la propria attività, ci appariranno non meno di 45 milioni di post, e il numero aumenta ogni giorno. Ma cosa vedremo? Immagini “photoshoppate”, esteticamente perfette, di corpi atletici, magri e minimamente coperti, posture da contorsionista che, sfidando la forza di gravità, superano le capacità di un essere umano normodotato.
La cultura dello Yoga su Instagram riflette l’ossessione moderna per il corpo e l’apparenza, un desiderio di bellezza, flessibilità, forza, perfezione, di un fisico sodo e sempre giovane, intaccabile dal passare del tempo.

Yoga su Instagram

Patanjali, chi era costui?

Lo Yoga oggi è visto come una panacea per tutti i mali della società moderna. È vero che non ci si può chiudere al cambiamento e all’evoluzione di questa disciplina, ma chissà, forse di fronte a questa sfrontata commercializzazione e banalizzazione dello Yoga il buon vecchio Patanjali si rivolterebbe nella tomba.

Come sfuggire poi al delirio di onnipotenza tipico di certa imperante mentalità d’oltreoceano, che contamina anche lo Yoga e che ci propina la filosofia del “Volere è potere“? Molti scomodano addirittura l’Universo e, per giustificare quest’attitudine, utilizzano il termine sanscrito sankalpa, travisandone completamente il significato e pensando che esso significhi servirsi di certe tecniche per solleticare il proprio egocentrismo e per raggiungere obiettivi esclusivamente materialistici.

Come commenterebbe tutto ciò Patanjali? Proprio lui, che nel terzo libro degli Yoga Sutra, il Vibhuti Pada, afferma a chiare lettere come la pratica dello Yoga per ottenere qualcosa (che sia benessere, bellezza, forza fisica, denaro, fama, un nuovo partner, complimenti e Like su Facebook) non porterà certamente l’essere umano a ottenere l’illuminazione.

Ma questa è un’altra storia…

Articolo originale del 23/09/’16, aggiornato il 06/03/’18.

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Lorena Arcidiacono insegnante della Federazione Mediterranea Yoga.
Mi sono specializzata in Yoga nidra con Micheline Flack, in yoga per l'educazione dei bambini con Mirella Perlasca, e yoga donna con Barbara Woehler.
Mi trovi su facebook come Scuola Satori o alla mia pagina personale.

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4 Commenti su "L’industria dello yoga"

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alessandro
Ospite
alessandro
« L’errore più grande è quello di proporre direttamente all’uomo occidentale la pratica cinese dello yoga, che andrebbe semplicemente a rafforzare l’IO, ottenendo proprio l’effetto che si sarebbe voluto evitare. Non si insisterà mai abbastanza sul fatto che noi non siamo orientali, e perciò in queste cose partiamo da una base completamente diversa. Nulla di più sbagliato del voler intraprendere la via dello Yoga con gli occidentali che sono malati per un’eccessiva prevalenza dell’inconscio.. Nella meditazione non si realizza la pienezza dell’unione degli opposti, le “nozze sacre” rappresentate come immagini terminali del processo di individuazione, ma una “luce” (fittizia e… Continua a leggere »
Marcello
Ospite
Marcello

Come diceva il mio Grande Maestro Yoga Carlo Patrian (IL PIONIERE DELLO YOGA ITALIANO) Vita semplice e Pensiero Elevato Namaste

Tiziano
Ospite
Tiziano
…certo piuttosto che le persone si droghino è meglio che facciano yoga 🙂 Stiamo assistendo ad una disgregazione di tutti i principi dello yoga ormai diventato nel mondo occidentale pressochè un’attività di stretching e i risultati che si ottengono sono un rilassamento paragonabile all’effetto che si ha dopo una corsa o un altro sport. Il mercato olistico è pieno di tutto, ha un’ampia gamma di proposte che guardandole bene sembra che non siamo più in grado di fare nulla tanto che ci devono anche insegnare come respirare, mangiare, pensare, relazionare, amare …., ora c’è lo sciamanesimo che sta spopolando, con… Continua a leggere »
Yogi Adinath
Ospite
Yogi Adinath

Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Corsi per insegnanti distribuiti a tutti in cambio di qualche migliaio di euro.
Si può continuare all’infinito ma lo yoga si salverà da solo. O non si salverà affatto e non sarà un problema.
Patanjali da parte sua fu il primo a inserire lo yoga nel circuito dell’accettabits sociale braminica. Dunque il pesce puzza dalla testa. Come sempre