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Dalai Lama sul terrorismo a Bruxelles: “Non pregate Dio, usate la compassione contro l’odio”.

Dalai Lama sul terrorismo a Bruxelles: “Non pregate Dio, usate la compassione contro l’odio”.

Il Dalai Lama una volta ha detto “L’amore e la compassione sono una necessità, non un lusso. Senza di essi l’umanità non può sopravvivere”.
E oggi il mondo cade nuovamente in ginocchio di fronte al terrorismo.

Dopo l’attacco terroristico di ieri a Bruxelles in cui 34 persone sono morte e 250 sono rimaste ferite, su internet stanno comparendo i primi ashtag #PrayForBrussels e #JeSuisBruxelles, con i quali l’opinione pubblica internazionale dimostra solidarietà alle famiglie delle vittime.
A questo riguardo il Giornale dello Yoga, augurandosi che la risposta al terrorismo non sia di rabbia ma di compassione, propone l’intervista (inedita in Italia nella sua versione integrale) in cui il Dalai Lama offre saggi consigli su come porsi verso gli attacchi in Europa, proponendo una soluzione concreta alla crisi in cui vertono sia il vecchio continente che il mondo intero.

“Io sono buddista e credo nella preghiera; ma siamo noi, gli esseri umani, ad aver creato questo problema e adesso stiamo chiedendo a Dio di risolverlo”.

Dalai Lama

Per milioni di devoti il Dalai Lama è l’incarnazione dell’umanità e della compassione. Tenzin Gyatso, nome di nascita della guida spirituale buddista, ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1989 ed è conosciuto dal grande pubblico grazie alla sua decennale “battaglia” non violenta per l’indipendenza del Tibet.

Il colloquio si è tenuto pochi giorni dopo gli attacchi terroristici di Parigi, ma il messaggio che porta rimane validissimo anche oggi e, a nostro avviso, si applica alla perfezione agli attacchi di Bruxelles.

Intervistatore: Sua Eminenza, che cosa pensa dei recenti attacchi terroristici avvenuti a Parigi?

Dalai Lama: Il XX secolo è stato un periodo molto violento, più di 200 milioni di persone sono morte a causa di guerre e conflitti. Oggi si vedono le conseguenze provocate su questo secolo dallo spargimento di sangue avvenuto in quello passato. Per farci promotori di un nuovo inizio dobbiamo dare maggior risalto alla non violenza e all’armonia. Se non tentiamo sul serio di arrivare alla pace, continueremo a veder ripetersi il caos vissuto dall’umanità nel XX secolo.
La gente vuole vivere in pace. I terroristi hanno una visione assai limitata, e questa è una delle cause per la spirale di attentati suicidi a cui stiamo assistendo.  Non possiamo risolvere questo problema solo con le preghiere. Io sono buddhista, e credo nella preghiera; ma questo è un problema creato dagli esseri umani, e adesso chiediamo a Dio di risolverlo. Non è logico. Dio dovrebbe rispondere:” Risolvetevelo da soli questo problema, perché siete stati voi a crearlo!”.
Abbiamo bisogno di un approccio sistematico per promuovere valori umanistici, di unità e di armonia. Se cominciamo a farlo oggi, abbiamo una speranza che questo secolo sia diverso da quello precedente. È nell’interesse di tutti! Quindi lavoriamo per costruire pace all’interno delle nostre famiglie e della società, non deleghiamo questa responsabilità aspettandoci aiuto da Dio, da Buddha o dai governi.

I.: Il suo messaggio principale è sempre stato di pace, di compassione e di tolleranza religiosa, eppure il mondo sembra andare nella direzione opposta. Pensa che il suo messaggio non sia stato ascoltato?

D.L.: Non sono d’accordo. Penso che solo una piccola percentuale di persone aderisca al paradigma violento. Siamo esseri umani e non c’è nessuna ragione di fondo o giustificazione per uccidere altre persone. Se si considerano gli altri fratelli e sorelle e si rispettano i loro diritti, non c’è spazio per la violenza. Inoltre, i problemi che stiamo affrontando oggi derivano da differenze superficiali di fede religiosa e nazionalità. Siamo un popolo solo.

I.: I leader mondiali sembrano ossessionati dalla crescita economica, e non si preoccupano per la moralità. Questa tendenza la preoccupa?

D.L.: I nostri problemi aumenteranno se non cominciamo ad anteporre i principi morali di fronte agli interessi economici. La moralità è importante per tutti, persone religiose e politici inclusi.

(fonte: “Dalai Lama on Paris attacks”)

 

I valori umanistici sintetizzati dal Dalai Lama in questa intervista sono in completa armonia con lo spirito che muove tutto lo staff del Giornale dello Yoga. Crediamo fermamente nel precetto yogico della non violenza (Ahimsa) e pensiamo che l’unica risposta sensata per porre fine all’odio sia l’amore. L’amore in cui crediamo non è quello hippie (e forse un po’ infantile) di Woodstock, ma quello saggio e profondo di Gandhi; sappiamo che quando si decide di usare “politicamente” la compassione, bisogna sempre ricordare di applicare discernimento (viveka) in qualsiasi azione si decida di intraprendere o, per dirlo con le parole di Gesù, bisogna “non gettare le perle ai porci”.

La cooperazione, la solidarietà e la compassione sono gli unici strumenti che possono portare il mondo fuori dalla spirale di morte e distruzione in cui sta cadendo. Il semplice parlarne però non risolverà i problemi, bisogna cominciare ad agire. Smettiamo di pensare che saranno Dio o i politici a salvarci, dobbiamo essere noi stessi, tutti uniti, ad applicare l’amore, la compassione, il perdono nelle nostre vite, con i nostri cari, con i nostri nemici. La politica sarà una conseguenza di questo cambio radicale, non ne può essere la causa (non lo è mai stata!). Non preghiamo per il Belgio #DontPrayForBelgium, preghiamo per la pace  #PrayForPeace.

Riguardo a questo tema il discorso profetico che trovate di seguito, scritto da Tiziano Terzani 15 anni fa e simile a quello che ha pronunciato il Dalai Lama oggi, fa riflettere su come la risposta violenta utilizzata contro il terrorismo dopo l’11 settembre 2001 non abbia risolto la minaccia terroristica, ma la abbia addirittura aggravata.

Il nostro di ora è un momento di straordinaria importanza. L’orrore indicibile è appena cominciato, ma è ancora possibile fermarlo facendo di questo momento una grande occasione di ripensamento. È un momento anche di enorme responsabilità perché’ certe concitate parole, pronunciate dalle lingue sciolte, servono solo a risvegliare i nostri istinti più bassi, ad aizzare la bestia dell’odio che dorme in ognuno di noi ed a provocare quella cecità delle passioni che rende pensabile ogni misfatto e permette, a noi come ai nostri nemici, il suicidarsi e l’uccidere. “Conquistare le passioni mi pare di gran lunga più difficile che conquistare il mondo con la forza delle armi. Ho ancora un difficile cammino dinanzi a me”, scriveva nel 1925 quella bell’anima di Gandhi. Ed aggiungeva: “Finche’ l’uomo non si metterà di sua volontà all’ultimo posto fra le altre creature sulla terra, non ci sarà per lui alcuna salvezza”.

Tiziano Terzani

Giornalista e scrittore

Vi lasciamo con questi versi di Rumi, mistico, filosofo e poeta islamico vissuto nella Persia del XIII secolo, augurandoci che un giorno (non lontano) regni la pace, in occidente così come in oriente:

Là fuori
oltre l’idea del male e del bene
c’è un vasto campo:
ci vediamo là.
Quando l’anima si sdraia in quell’erba
il mondo è troppo pieno per parlarne:
idee, lingua, persino la frase “l’un l’altro” non esistono più
 .

Rumi

Poeta e mistico

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Dalai Lama sul terrorismo a Bruxelles
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Dalai Lama sul terrorismo a Bruxelles
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Il Dalai Lama una volta ha detto “L’amore e la compassione sono una necessità, non un lusso. Senza di essi l’umanità non può sopravvivere”. E oggi il mondo cade nuovamente in ginocchio di fronte al terrorismo.
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Per dire la verità ha detto ‘Action’ e non Compassion!
Poi ognuno è libero di illudersi come crede meglio!
http://www.lifecoachcode.com/2015/11/18/dalai-lama-says-action-not-praying-will-help-us/