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Categoria: Asana

Di seguito trovi l’elenco completo delle asana che abbiamo descritto sul Giornale dello Yoga:

Adho Mukha Svanasana, il cane a testa in giù
Ananda Balasana, la posizione del bambino felice
Ardha Bhekasana, la mezza posizione della rana
Ardha Matsyendrasana, mezza posizione di Matsyendra
Ardha Sirsasana, la posizione del delfino
Ashtanga Namaskara
Baddha Konasana, la posizione del calzolaio
Balasana, la posizione del bambino
Bakasana, la posizione della gru
Bhujangasana, la posizione del cobra
Bitilasana, la posizione della mucca
Chakrasana, la posizione del ponte
Dandasana, la posizione del bastone
Dhanurasana, la posizione dell’arco
Garudasana, la posizione dell’aquila
Gomukhasana, la posizione del muso di vacca
Halasana, posizione dell'aratro
Hanumanasana, la posizione della scimmia
Hasta Uttanasana, la posizione delle mani sollevate
Janu Sirsasana, la posizione della testa sul ginocchio
Kati Chakrasana, la rotazione della colonna vertebrale
Kurmasana, la posizione della tartaruga
Malasana, la posizione della ghirlanda
Makarasana, la posizione del coccodrillo
Marichyasana, la posizione del raggio di luce
Marjariasana, la posizione del gatto
Matsyasana, la posizione del pesce
Navasana, la posizione della barca
Padahastasana
Padmasana, la posizione del loto
Pasasana, la posizione del cappio
Paschimottanasana, il piegamento in avanti da seduto
PavanaMuktasana, la posizione del rilascio dei venti
Prarthanasana, la posizione della preghiera
Prasarita Padottanasana, il piegamento in avanti con le gambe divaricate
Purvottanasana, la posizione della panca all'insù
Rajakapotasana, la posizione del re dei piccioni
Salabhasana, la posizione della locusta
Sarvangasana, la posizione a candela
Sasangasana, la posizione del coniglio
Setu Bandhasana, la posizione del ponte contratto
Shavasana, il rilassamento finale
Simhasana, la posizione del leone
Sirsasana, la posizione sulla testa
Sukhasana, posizione piacevole
Supta Matsyendrasana, la posizione distesa di Matsyendra
Supta Vajrasana, la posizione distesa del diamante
Tadasana, la posizione della montagna
Trikonasana, la posizione del triangolo
Ustrasana, la posizione del cammello
Utkatasana, la posizione della sedia
Utthan Pristhasana, la Posizione della Lucertola
Utthita Chaturanga Dandasana, la posizione della panca
Utthita Hasta Padangusthasana
Utthita Parsvakonasana
Vajrasana, la posizione del diamante
Vasisthasana, la posizione della panca laterale
Virabhadrasana, la posizione del guerriero
Vrksasana, la posizione dell'albero

Il terzo degli otto angas, o braccia, dello yoga classico, descritti da Patanjali negli Yoga Sutra, dopo gli yama e gli niyama, sono le asana o posizioni fisiche, che rappresentano la base per la pratica degli stadi più elevati, come le tecniche di respirazione, concentrazione, e meditazione.

Parte integrante del cammino verso lo yoga comprende quindi l'esecuzione di particolari posizioni del corpo che sono tradizionalmente correlate a certe attitudini mentali.

Asana, non solo esercizio fisico

Queste posture sono chiamate in sanscrito asana, dalla radice as che significa “rimanere”. Il significato originale di asana è quindi una posizione in cui il praticante rimane e medita sull'infinità della sua natura.

La posizione è immobile, ferma e confortevole. (YS 2:46)

La pratica delle asana è accompagnata dalla dissoluzione dello sforzo e dalla meditazione sull'infinito. (YS 2:47)

Da ora in avanti, lui (lo yogi) non sarà più disturbato dalle dualità. (YS 2:48)

Le posture fisiche sono sicuramente l'aspetto dello yoga che è più conosciuto in Occidente, ma talora è anche il meno compreso nella sua interezza. La pratica delle asana infatti non mira solamente ai benefici fisici, ma, come spiegato da Patanjali, il suo scopo principale è quello di coltivare uno stato meditativo profondo nel quale corpo, mente e anima raggiungono un meraviglioso stato di armonia tra di loro.

La salute fisica e il benessere del corpo è indubbiamente un aspetto molto importante nella vita: mantenere il corpo forte e in salute grazie a una dieta sana e bilanciata e facendo esercizio fisico è fondamentale per tutti! In ogni caso, quando si affronta il percorso dello yoga, essere in buone condizioni fisiche risulta ancora più importante. L’armonia, la salute e il bilanciamento del corpo sono infatti ingredienti fondamentali affinché la mente possa essere calma e raggiungere stati meditativi e di unione più profondi.

La pratica costante delle asana serve quindi a sviluppare sia forza fisica che mentale, sia equilibrio che resistenza per consentire una maggior apertura e stabilità della mente. Questo tipo di esercizio porta inoltre uno stato di grande rilassamento e riduce lo stress, prevenendo così diversi fattori predisponenti verso alcune malattie. Rimanere immobili nelle posizioni aiuta ad aprirsi ad uno stato di grande equanimità e pace; in questo modo, le tendenze mentali negative vengono purificate e il corpo e la mente saranno in grado di affrontare qualsiasi cosa possa succedere nella vita.

Asana e chakra

Grazie alle asana si può stimolare l'apertura dei centri energetici del corpo, i chakra, e in questo modo connettersi con le energie universali.

"Nel battito del suo cuore e nel ritmo del suo respiro, lui (lo yogi) riconosce il susseguirsi delle stagioni e il pulsare universale della vita" B.K.S. Iyengar

In sostanza quindi lo scopo della pratica delle asana è quindi principalmente spirituale. La postura mira a creare uno stato di equilibrio stabile a livello fisico, emotivo, psicologico e mentale, non a diventare atleti migliori né tantomeno a rassodare il fondoschiena (anche se può avere questi effetti come effetto collaterale).

Come praticare le asana secondo Patanjali

Per eseguire una asana nel modo corretto, secondo lo yoga classico, è necessario:

  • Trovare una posizione che possa essere mantenuta fermamente, senza sforzo e senza ulteriori movimenti e aggiustamenti, in modo che il corpo sia rilassato e poter quindi mantenere la posizione per un periodo di tempo sufficiente.
  • Avere una giusta attitudine mentale e respirare in modo tranquillo e calmo.
  • Meditare sull'infinito (percepito anche come la realtà ultima del nostro essere).

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