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Autore: Raj Ardas Singh

Il mostro del gas

di Simone Sestieri Riflessioni di un giovane yogi attratto la Lato Oscuro della Forza Quando ero bambino mio padre passava tre ore davanti ai fornelli del gas; papà non ha l’olfatto quindi, capirete bene, col gas stava proprio in paranoia. Aveva addirittura comprato una di quelle macchinette che se lasci il gas acceso suonano, eccome se suonano. Io tutte le sere lo guardavo e pensavo che no, la roba del gas fa proprio paura. Poi il gas ho cominciato a controllarlo io. Ogni notte, prima di andare a dormire, io conto. Mi metto davanti ai fornelli e controllo che...

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Alle volte cadrai

di Simone Sestieri  Riflessioni di un giovane yogi attratto la Lato Oscuro della Forza Da ragazzino, poco più che lattante, quando mi chiedevano: «Simone, cosa vuoi fare da grande?», io rispondevo, tutto pomposo, «L’edicolantesabotatoresovversivo», e ne ero convinto, eccome. Quindi passavo le giornate mie all’edicola sotto casa, dove c’era ‘sta nonnina piccina piccina con tutti capelli bianchi arruffati e una gobba prorompente. Io le volevo proprio bene, alla vecchia, e mi facevo insegnare il mestiere, «Ché quando sarò grande», dicevo, «l’edicola qua la prendo io». Poi la nonnina è morta, l’edicola è stata mangiata da un altro palazzo e...

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Vivi il Presente

di Simone Sestieri Riflessioni di un giovane yogi attratto dal Lato Oscuro della Forza Ed è qui, Signori & Signore, Amici & Amiche, Fratelli & Sorelle, che mi ritrovo a riflettere, in quest’antro oscuro che ho soprannominato l’Antro Oscuro (una simpatica bettola di borgata dove fanno un golden milk niente male), mio luogo di elucubrazioni sui massimi sistemi della vita, lo spazio dove studio tecniche e posizioni, fumetti e asana, frullati e prana, cosa ma soprattutto come uno può viversi la vita, ecco sì, a star sereni ecco. Qui, avvolto dalle voci stridule degli avventori e dalla musica sparata...

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I tre lati positivi della giornata

di Simone Sestieri Riflessioni di un giovane yogi attratto dal Lato Oscuro della Forza Ogni tanto mi domando, non sempre lo giuro, giusto ogni tanto, tipo la mattina presto quando prendo la metro, o mentre giro per strada lungo le vie della metropoli, o in fila, davanti alla cassa del supermercato, aspettando il mio turno; mi domando che gusto si prova ad essere tristi. Eh. Ad essere tristi. Cos’è che capita nella testa delle persone a ‘na certa, quando passano i vent’anni e i capelli si fanno più radi ‘nsomma, quando le labbra s’inarcano in giù invece che in...

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