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Archès – Yoga Destrutturato

Archès – Yoga Destrutturato

Un proverbio

Racconta un proverbio buddista: “Ogni valle ha una sua lingua, così come ogni maestro ha il suo insegnamento”.

Da una parte questa frase è meravigliosa: ogni insegnante è come il rosone di una chiesa, che lascia passare la luce bianca del sole e la riempie dei colori della propria personalità. Questo vuol dire tanti modi diversi per raggiungere le persone.

Dall’altra, a volte ci si differenzia per emergere, per accrescere il proprio ego, e questo rischia di limitare l’apprendimento e la crescita.

Rosone Chiesa

Yoga Destrutturato

In quest’ottica Yoga Destrutturato non si propone come qualcosa di nuovo nel panorama del benessere o della spiritualità, ma come un’intensa ricerca nella pratica Yoga, sia nel suo aspetto fisico che in quello interiore.

Destrutturare vuol dire scomporre la pratica per cercare di comprenderla nel profondo.

La sua caratteristica è quella di approfondire gli estremi: ci poniamo le domande basilari “perché faccio questa posa? Perché la faccio in così? Cosa succede se sposto, ruoto, abbasso, ecc, questa parte?”

Contemporaneamente si approfondisce la meta finale, dall’effetto di Sadhana (la pratica) sulla mente, fino alla natura della coscienza e alla spiritualità.

Non a caso il nome scelto per il nostro sito è Turiya, il cosiddetto “quarto stato”, la qualità della coscienza pura e la verità ultima.

Yoga Destrutturato

Stile o principi?

Ogni approccio allo Yoga va bene, ognuno ha qualcosa da dare e diverse persone si sentiranno maggiormente a proprio agio in uno stile piuttosto che in un altro.

Eppure ricordo le parole di Bruce Lee che pensava che lo stile fosse una cristallizzazione che rischiava di separare le persone e creare dei dogmi.

La scommessa di Yoga Destrutturato è quella di andare al di là del concetto di stile: aprirsi a idee nuove e a nuove possibilità di indagine.

Il confronto è parte importante del lavoro, sia con i molti “tipi” di yoga, ovviamente, sia con diverse correnti di meditazione, ma anche danza, arte marziale, teatro e ogni cosa che possa darci una chiave di lettura in più.

Nell’atto di analizzare la pratica sotto differenti punti di vista, emergono dei princìpi, delle “leggi” o “regole”, e di solito sono quelle che animano i diversi stili (ad esempio il Vinyasa è alla base dell’Ashtanga yoga).

Ad oggi noi abbiamo una lista di più di 80 princìpi, alcuni semplici e basilari, come Vinyasa appunto, altri più sottili.

Ognuna di queste indicazioni può e dovrebbe essere integrata alla nostra pratica perché offre l’occasione di cambiare in maniera netta il nostro modo di esprimere lo Yoga: ancora oggi rimango sorpreso di quello che ci è arrivato e degli effetti che si notano sui praticanti.

Una cosa importante da sottolineare è che non stiamo parlando di mettere insieme cose diverse, un po’ di Hatha un po’ di Ashtanga, un po’ di YinYoga e una spolverata di Chakra. Stiamo parlando di una modalità precisa: lavorare con profondità vuol dire per noi innescare un processo di crescita continua.

Yoga Destrutturato

Come nasce

L’approccio di base nasce da una frase, una di quelle che cambiano la vita.

Uno dei miei maestri mi disse “Vedi, puoi aver praticato per 20 anni, ma in realtà per 17 anni hai ripetuto il terzo!”.

Nonostante sia stato sempre appassionato nel mio percorso, mi sono rivisto in parte in quel commento, e da lì ho iniziato a mettere in discussione ogni cosa, gli aspetti che sentivo più distanti da me, ma soprattutto quelli che ritenevo i miei punti di forza.

È stata una di quelle esperienze che cambiano le prospettive!

Ha contribuito inoltre in modo fondamentale, il confronto costante con allievi con problematiche serie, sia fisiche che interiori. Questo ha portato a una scrematura importante, a comprendere ciò che funziona davvero e separando quelle tecniche che, come yogi, ci portiamo dietro come folklore.

Praticare Yoga Destrutturato

Ovviamente le lezioni di gruppo sono parte importante della pratica: si seguono diverse linee guida e i princìpi vengono trasmessi per lo più nascosti nella pratica, magari mostrandone in maniera specifica soltanto uno per lezione.

La manifestazione più evidente di Yoga Destrutturato è durante tutto ciò che è approfondimento: dal lavoro individuale con l’insegnante (una dimensione assolutamente da recuperare) ai ritiri, e ovviamente alla formazione, focalizzata proprio sul trasmettere l’esperienza reale di questo viaggio profondo.

Più volte ci hanno confessato che mezz’ora di lezione aveva cambiato anni e anni di pratica!

Yoga Destrutturato

Un esempio

Un concetto comune nello yoga è il radicamento e la stabilità. È l’unica cosa che Patanjali dice a proposito delle asana: devono essere stabili e confortevoli.

La loro stessa traduzione come “seggio”, ci riporta ad uno stare lì, nel nostro posto, bene radicati.

Ma lo siamo veramente?

Possiamo provare posizionandoci nella posa del guerriero, Virabhadra I, e chiedere a qualcuno di mettersi davanti a noi e spingerci delicatamente ma con forza crescente.

Quanto rimaniamo stabili? Quanto la nostra struttura profonda è capace di “comunicare” con se stessa tra le varie parti? Quali cambiamenti devo porre in atto per aumentare questo radicamento?

A quel punto sto entrando in uno dei significati profondi, collegandomi all’archetipo di Virabhadra, la posa che ci insegna come la forza del guerriero venga non da una tensione ma da una apertura verso la terra!

Riusciamo allora a portare lo stesso insegnamento in Tadasana (la posa della montagna)? Mettiamoci alla prova.

Questo è un piccolissimo assaggio del percorso di Yoga Destrutturato, il vero viaggio è infinito.

Yoga Destrutturato

Concludendo

Qualunque yoga noi si segua, Yoga è una disciplina meravigliosa.

Uno dei suoi significati è collegato al concetto di spazio: fisicamente, creiamo spazio nel nostro corpo, togliendo le contrazioni, le chiusure e le rigidità, aprendo le articolazioni e rilassando i muscoli.

Mentalmente, creiamo spazio lasciando fluire via i pensieri, rimanendo aperti a nuove possibilità.

Questo è yoga: aumentare le possibilità, nel corpo e nella mente.

A quel punto, abbiamo la grande opportunità di cambiare la nostra percezione e attraverso la percezione cambiare il nostro rapporto con la realtà intorno!

Namaste,
Massimo Celentano

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Yoga Destrutturato non si propone come qualcosa di nuovo...ogni valle ha una sua lingua, così come ogni maestro ha il suo insegnamento...
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Il Giornale dello Yoga
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About The Author

Massimo Celentano si avvicina al mondo dello yoga e delle arti marziali da giovanissimo, viaggia e studia in giro per il mondo e si forma con importanti maestri in Inghilterra, Giappone, US e Australia, tra cui Swami Bua, ricevendo ben presto il nome da iniziato Takai Kamome (Gabbiano Elevato).

Insegna yoga e meditazione dal 1992, fonda il metodo “Yoga Destrutturato” e la scuola Turiya a Roma.

Organizza eventi e ritiri in Italia e all’estero diffondendo il suo progetto e accompagnando gli allevi nella loro crescita spirituale e personale, attraverso pratiche sempre diverse, che spaziano dalla fisicità, al pranayama, fino alla meditazione.

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