Select Page

4 Pratiche per trasformare ogni giorno in un miracolo

4 Pratiche per trasformare ogni giorno in un miracolo

Come possiamo trasformare ogni attività, anche quella più comune e banale, in un’esperienza gioiosa e illuminante, in un’occasione di crescita interiore?

Ecco quattro pratiche da introdurre nelle nostre giornate, suggerite nel piccolo manuale di meditazione “Il miracolo della presenza mentale” di Thich Nhat Hanh.

Semplici e alla portata di tutti, questi sono solo alcuni degli esercizi racchiusi all’interno del libro e che ho avuto modo di sperimentare su me stessa.
Dedicate a chi si avvicina alla meditazione ma anche ai più esperti, queste pratiche si rivelano estremamente utili per intraprendere con gioia il cammino della consapevolezza del momento presente.

Rappresentano inoltre la base necessaria per imparare l’arte della presenza mentale, un’arte che può diventare col tempo un vero e proprio stile di vita, tale da trasformare e portare luce in ogni atto della vita quotidiana.

Vediamole insieme!

1. Accennare un sorriso quando ci si sveglia al mattino

Ogni giorno abbiamo la possibilità di scegliere di risvegliarci in maniera consapevole, senza che i pensieri affollino già di prima mattina la nostra mente causandoci stress, ansia e stanchezza.

Come si fa:

Il suggerimento è quello di scrivere “Sorridi” su un biglietto o su un cartello posizionato in modo da poterlo vedere non appena apriamo gli occhi. Basterà guardarlo ed inspirare ed espirare dolcemente almeno per tre volte, lasciando che le nostre labbra formino spontaneamente un sorriso.

Sorridi al mattino

2. Seguire il respiro mentre si fa conversazione

Questo è uno dei suggerimenti che preferisco. Mi sono resa conto che quando conversiamo con qualcuno capita che siamo in qualche modo soggetti al giudizio che l’altro ha su di noi, soprattutto se ci confrontiamo con colleghi o capi nell’ambito lavorativo.

E’ possibile che questo nostro stato d’animo si manifesti anche in qualche tensione a livello corporeo: la pancia bloccata, le spalle irrigidite, il cuore accelerato per esempio. Anche in questo caso tornare alla consapevolezza del respiro e del nostro corpo può rivelarsi molto utile.

Come si fa:

Mentre seguiamo la conversazione rivolgiamo l’attenzione, oltre che alle parole pronunciate, anche al nostro addome e lasciamo che si muova liberamente mentre inspiriamo ed espiriamo. A questo punto noteremo se c’è qualche zona del corpo in tensione ed immagineremo di portare il respiro proprio in quel punto, andandolo a distendere con gentilezza e amorevolezza.

Se faremo di questo atteggiamento un’abitudine di vita, probabilmente ci accorgeremo che la qualità del nostro modo di porci all’altro comincerà a cambiare: aumenteranno le pause, i silenzi, saremo meno soggetti al giudizio dell’altro e a quello che noi stessi tendiamo a nutrire nei nostri confronti.

Respira

3. Preparare il tè con attenzione

Quante volte nelle semplici azioni quotidiane inseriamo il pilota automatico e compiamo gesti rapiti dal turbinio dei nostri pensieri?
Vi porto qualche esempio: ci laviamo i denti e rimuginiamo sul da farsi o su quanto avvenuto poco prima, ci allacciamo le scarpe ed eccoci a pensare a quello che avremmo dovuto rispondere a quella persona che ci ha parlato in maniera scontrosa, cuciniamo e, anziché nutrire i nostri sensi dei colori meravigliosi che abbiamo sotto gli occhi, degli odori e della consistenza dei cibi, compiamo le nostre azioni desiderosi di concludere al più presto, per poter poi finalmente rilassarci.
Siamo così rapiti dai nostri pensieri che non godiamo completamente del momento presente.

Vivendo nella mente rischiamo di farci sfuggire la meraviglia del “qui e ora”, per quanto semplice e banale ci possa sembrare quell’attimo. Ogni istante in realtà può essere vissuto come fosse un vero e proprio rito, è questo il significato del miracolo della presenza mentale!

Come si fa:

In cosa consiste dunque la pratica del tè? Prepariamo un tè per noi o per i nostri cari con estrema attenzione. Prestiamo cura a ogni piccolo particolare, restando concentrati su ogni singolo gesto, riconoscendo l’ansia che può assalirci e che ci dice di fare il prima possibile per poter passare a qualcosa d’altro, rallentando in maniera consapevole i nostri movimenti.
In questo modo impareremo a riconoscere la fretta che spesso ci guida e i nostri automatismi. Cominceremo a risvegliare i nostri sensi avvolti dal torpore e a renderci conto di quanto rischiamo di perderci ogni giorno: l’olfatto, la vista, l’udito, il gusto e il tatto ne trarranno giovamento.

Prepariamo il tè

4. Il sassolino

Arriviamo adesso a una pratica da fare seduti o distesi, cercando di mantenere l’immobilità per quanto ci è possibile.

Come si fa:

Troviamo una posizione comoda e respiriamo in maniera lenta, calma e profonda. Immaginiamo di essere un sassolino che affonda in un corso d’acqua e osserviamolo mentre respiro dopo respiro si lascia trasportare, sino a toccare il fondale.  Là nella sabbia il sassolino riposa abbandonato e le correnti non hanno su di lui più nessun potere.
Restiamo a contemplare l’immagine del sassolino ora fermo e immobile, continuiamo a lasciarci respirare per tutto il tempo che potremo, consapevoli che in questo modo staremo nutrendo i semi della quiete e della pace nel nostro cuore. Ogni volta che sopraggiunge un pensiero possiamo riconoscerlo e scegliere di lasciarlo andare senza rimuginarvi sopra, tornando a contemplare il nostro sassolino.

 

“Gli enormi benefici di una corretta respirazione sono ampiamente documentati. Chi sa respirare, si dice, può disporre di una riserva inesauribile di vitalità: la respirazione tonifica i polmoni, rinforza il sangue e rivitalizza tutti gli organi del corpo”.

Thich Nhat Hanh

Maestro Zen

Spero che queste pratiche possano essere per te, come lo sono state per me, fonte di vitalità, di gioia e di rinnovata energia. All’interno del manuale ne troverai molte altre così da poter scegliere quelle a te più consone. Ricorda sempre che il respiro può essere un grande alleato alle nostre giornate e che ogni atto che compiamo, anche quello più semplice, racchiude in sé un miracolo.

Articolo originale del 15/9/’16, aggiornato il 9/1/’18.

Summary
4 Pratiche per trasformare ogni giorno in un miracolo
Article Name
4 Pratiche per trasformare ogni giorno in un miracolo
Description
Come possiamo trasformare ogni attività, in un’esperienza gioiosa e illuminante, in un’occasione di crescita interiore? Scopri le quattro pratiche...
Author
Publisher Name
Il Giornale dello Yoga
Publisher Logo

About The Author

Lo yoga e la meditazione sono miei compagni di viaggio come anche il respiro, la cui importanza è spesso sottovalutata nelle nostre vite.

Mi piace definire il respiro il mio miglior amico, l'analgesico naturale sempre a portata di naso e senza controindicazioni. Per questo amo scrivere di yoga come stile di vita, convinta che il tappetino sia il punto di partenza per portare la consapevolezza in ogni istante della nostra quotidianità.

Il mio blog: MammaYoga

Lascia un commento

2 Commenti su "4 Pratiche per trasformare ogni giorno in un miracolo"

avatar
più nuovo più vecchio più votato
clara malaterra
Ospite
clara malaterra

grazie per la condivisione. al mattino sorrido.e ringrazio.ci sono.

GilBerto alibrandi
Ospite
GilBerto alibrandi

Sono dei consigli che ci aiutano a vivere lo yoga 360 gradi anche al di fuori del tappetino del resto il nostro luogo di pratica non è altro che un microcosmo la vera abilità che si sviluppa con la pratica è vivere in modo yogico le varie situazioni della vita. Grazie per gli input ci lavorerò sopra con impegno. Complimenti per l”articolo.